Grazie Pina!!

È questa la scritta che campeggiava ieri mattina, venerdì 31 maggio, di fronte a una grande tavolata che è stata allestita in onore della nostra mitica Pina, la collaboratrice scolastica che, dopo circa 25 anni di onorato servizio, sta per andare in pensione .

I laboratori dell’IPSIA si sono attivati con grande impegno per organizzare questa mitica festa: in particolare citiamo il laboratorio di metodologie operative, coordinato dalle professoresse Silvia Gentili e Barbara Castellani, che ha realizzato i bellissimi e coloratissimi allestimenti.

Inoltre il laboratorio di cucina, coordinato dalla professoressa Cinzia Orlandi, che ha proposto  prelibatezze dolci e salate, inclusa la bellissima e buonissima torta finale panna e fragole.

Pina ci è apparsa molto commossa.

Noi oggi le dedichiamo questo articolo/intervista che abbiamo rivolto alla sua collega, cioè la collaboratrice scolastica Mariella Maponi .

  • Mariella, da quanti anni lavori in questa scuola ?

Da 26 anni.

  •  E la nostra Pina Barbera di dov’è?

È siciliana ma risiede a Mogliano da più di 30 anni.

  • Ha sempre funzionato il rapporto tra te e Pina in questi anni? Dicci la verità…

C’è sempre stata molta collaborazione tra noi, fin dai primi anni…

  • Ti dispiace che Pina va in pensione?

Sì, molto, anche perché lei è stata da sempre una colonna portante qui all’Ipsia, sempre pronta a gestire e “risolvere” qualsiasi situazione problematica.

  • Ti sembra che le sia piaciuta la festa che è stata organizzata per lei, per il suo pensionamento?

Tantissimo, mi ha detto che non se l’aspettava una festa così grande…

Si è emozionata tanto…

Infine  abbiamo rivolto qualche domanda alla festeggiata.

  • Pina sei stata contenta della festa che è stata organizzata in tuo onore?

Tantissimo.

  • Conserverai un bel ricordo di questa scuola?

Si, conserverò un bellissimo ricordo dell’Ipsia , scuola in cui ho avuto modo di fare tante e diverse esperienze.

  • Cosa ti auguri per questo periodo di pensionamento?

Mi auguro di poltrire un po’ di più rispetto quando dovevo alzarmi presto la mattina per andare a scuola.

Pina resterà nei nostri cuori di giovani studenti dell’Ipsia.

Da tutti noi AUGURI di buon pensionamento e di proseguire con le migliori  cose!!

AUGURI di CUORE  anche al professor Luciano Farina e alla professoressa Raffaella Landi della sede di Corridonia, alla professoressa Meschini della sede di Macerata e al professor Ciferri della sede di Civitanova che andranno anch’essi in pensione alla fine di quest’anno scolastico.

La redazione di Corridonia

Cesca Lucia 2°A

Qualità Sofia 2°A

Olivieri Chantal 2°A

Marsili Chiara 2°B

Giovanni Coccia 1°D

Elia Paolantoni 1°D

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CIBO SANO ALL’IPSIA!

Corridonia, si è svolto il convegno su “Sport, Alimentazione e Ambiente”


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Venerdì 12 aprile presso il Teatro “L. Lanzi” noi alunni di alcune classi dell’Ipsia “Corridoni” di Corridonia abbiamo assistito ad un’interessante convegno dedicato al tema “Sport Alimentazione e Ambiente”, il primo di una serie di eventi culturali e scientifici organizzati per la Coppa del mondo di paraciclismo.

Hanno partecipato al convegno come relatrici: la dott.ssa Simona De Introna, la dott.ssa Giulia Conti, dott.ssa Maria Elena Telloni e la dott.ssa Francesca Pulcini.

Oltre ai relatori hanno partecipato il Sindaco, in rappresentanza dell’intera Amministrazione Comunale, il prof. Fiorenzo Pettinari del nostro istituto e il presidente della scuola di ciclismo Mario Cartechini.

Dopo i saluti delle istituzioni, il prof. Pettinari ha iniziato il convegno parlando del paraciclismo facendo un’introduzione generale delle attività che si svolgeranno a Corridonia .

In seguito ha introdotto la tematica principale sottolineando l’importanza dell’alimentazione degli atleti e ha lasciato la parola alla nutrizionista Simona De Introna.

La dottoressa ha parlato della buona alimentazione e delle cause della cattiva alimentazione, che sono l’obesità e l’anoressia.
Ha soffermato la sua attenzione sull’utilizzo del sale e dello zucchero, facendo riferimento alle bevande analcoliche (Coca Cola, Fanta, ecc.) e alcoliche, dimostrando che l’eccessiva assunzione di queste provoca effetti veramente dannosi al nostro corpo.
Ha concluso  il suo discorso sottolineando l’importanza di bere tanta acqua perché è il liquido più importante per il nostro corpo, in particolare per chi pratica sport.

La dottoressa Conti ha poi introdotto il discorso di latte e latticini con un video promozionale che illustrava la procedura per produrlo: partendo dalla corretta alimentazione di bovini e ovini, mungitura e lavorazione in grandi aziende come la Trevalli, presente nel nostro territorio.
Tramite delle ricerche ha affermato che le persone spendono di più per bere un latte di alta qualità piuttosto che uno scadente.

La dottoressa Telloni ha invece elogiato le proprietà del pesce, e dunque ha invitato ad avvicinarsi a questo alimento, in particolare al pesce azzurro, come le acciughe, e ha parlato sia del pesce pescato in lago che di quello pescato in mare.

La dottoressa Pulcini, infine, rappresentante della Lega Ambiente , attraverso la proiezione di interessanti video, ha caldeggiato il consumo di frutta e verdura, che andrebbe sollecitato fin dalla più tenera età, perché l’alimentazione è  una questione di educazione alimentare, che va fatta con serietà nel corso della nostra vita.

E’ stata un’esperienza utile e soprattutto… da non dimenticare!

La redazione del Blog:
Giorgio Mancinelli 4C
Maicol Siroti 4C
Chiara Marsili 2B
Angelisa Gonzalez 3A
Giovanni Coccia 1D
Elia Paolantoni 1D



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Intercultura all’Ipsia…second edition

Un entusiasmante scambio culturale tra studenti di un liceo svizzero e un gruppo di studenti del nostro istituto

 Il nostro istituto “F. Corridoni”, che partecipa al progetto di Intercultura per la seconda volta, ha ospitato un gruppo di 11 studenti e 2 insegnanti svizzeri, provenienti dal Burgdorf Gymnasium (cantone di Berna),per una settimana volta all’insegna della scoperta della cultura italiana e delle tradizioni locali marchigiane. Gli studenti sono stati accolti dalle famiglie degli alunni dell’Istituto che hanno deciso di aprire le loro porte accogliendoli e ricoprendo un ruolo chiave nell’esperienza interculturale.

Non solo lezioni di italiano, ma un programma fitto di attività extra scolastiche è stato ideato dal Dirigente Scolastico, Annamaria De Siena e dalle prof.sse Cinzia Orlandi e Maria Lina Acciarresi dell’Istituto IPSIA “F. Corridoni”, in collaborazione con il Centro Locale di Intercultura di Macerata, per permettere ai ragazzi di conoscere l’Italia, le tradizioni millenarie e le abitudini di ciascuna famiglia. Molto entusiaste, le insegnanti hanno commentato: “L’esperienza è risultata altamente formativa per i nostri ragazzi poiché ha permesso loro di “assaporare” il modo di vivere e le tradizioni della Svizzera e nello stesso tempo ha favorito la presa di coscienza che uno stereotipo non può costituire una barriera culturale ma è anzi uno strumento per immergersi, talvolta anche in maniera ironica, in una realtà diversa dalla propria”.

Dopo il saluto della Dirigente Scolastica e il buffet di benvenuto, tra i numerosi impegni della settimana risaltano due incontri effettuati con le autorità, che riconoscono l’importanza dell’ esperienza e i valori che il progetto di Intercultura racchiude: l’appuntamento con il Sindaco di Corridonia Cartechini, la calorosa accoglienza del Presidente della Provincia di Macerata che per l’occasione ha anche aperto il terrazzo del Palazzo degli Studi di Macerata.

Abbiamo organizzato diverse uscite in località storiche e culturali come la visita della città di Corridonia guidata dall’Associazione Lanzi, dell’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra, di Macerata (con ingresso allo Sferisterio, al Museo della Carrozza…), del Parco del Conero, di Ascoli Piceno, di San Benedetto del Tronto. L’obiettivo, però, non è stato tanto quello di mostrare il nostro patrimonio artistico-culturale, ma piuttosto far entrare i ragazzi in diretto contatto con la nostra cultura attraverso attività mirate ad approfondire certi aspetti della nostra quotidianità, come ad esempio il pranzo dedicato alle “Olive all’ascolana”.

Quello che è avvenuto nella settimana di marzo è stato il completamento di un progetto iniziato nel mese di febbraio, quando i nostri studenti si sono recati a Burgdorf, in Svizzera, rimanendo affascinati ed entusiasti di questo Paese. Si sono potuti confrontare con le famiglie ospitanti, conoscere nuovi aspetti di della cultura svizzera, apprezzarne i dettagli più nascosti e mettendo a confronto gli stereotipi dei due paesi coinvolti nel progetto. I nostri ragazzi hanno capito l’importanza della puntualità, caratteristica che contraddistingue il popolo svizzero, mentre gli alunni elvetici hanno molto apprezzato la nostra solarità, spontaneità e il buon gusto a tavola.

Allo stesso modo, anche gli studenti svizzeri si sono poi messi in gioco, accettando la sfida e partendo per la settimana di scambio all’insegna della scoperta di una nuova realtà: la nostra bellissima Italia.

Abbiamo intervistato qualche alunno del nostro istituto che ha partecipato a questa interessantissima iniziativa. Ecco cosa ci hanno riferito.

Cosa ti è piaciuto di più di questa esperienza?

I nostri compagni svizzeri ci hanno ringraziato perché  abbiamo fatto conoscere loro il senso del divertimento,la spontaneità, la bellezza di non essere sempre “rigidi”e legati al senso del dovere”.

Che impatto ha avuto la loro cultura straniera sulla nostra?

 Dai compagni svizzeri abbiamo imparato sicuramente la puntualità e l’essere rigorosi come un orologio svizzero.

Che cosa ti ha lasciato a livello personale questa esperienza?

 Nonostante la diversità di cultura sono nate delle bellissime amicizie, tanto che l’intenzione è quella di reincontrarsi e darsi rispettivamente ospitalità nei propri Paesi nella prossima estate.

La redazione del blog:

Daniel Zamponi 3A
Elia Paolantoni 1D
Angelisa Gonzalez 3A
Chiara Marsili 2B

I ragazzi intervistati:

Marco Cintio 5C
Alessandro Fiorelli 5E
Paola Properzi 5B
Elena Bartolini 5B
Isabelle Mignani 5B

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C’era una volta “La mia seconda volta”

Proiettato al Multiplex il film di Simone Riccioni per gli alunni dell’ IPSIA

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Nella mattinata di mercoledì 27 marzo, noi studenti dell’Ipsia abbiamo avuto la possibilità di assistere alla proiezione del film “La mia seconda volta”, che vede co-protagonista nonché produttore Simone Riccioni,  che tra l’altro è figlio di Maria Letizia Spalletti, una professoressa che da anni insegna nel nostro istituto. Il regista del film è  Alberto Gelpi. Del cast fanno parte anche Aurora Ruffino, Mariachiara Di Mitri, Federico  Russo, Ludovica Bizzaglia, Luca Ward, Isabel Russinova, Daniela Poggi.

Il film si ispira alla storia vera di Giorgia Benusiglio, che non ancora diciottenne ingerì una mezza pasticca di ecstasy, finendo in coma. A salvarla contribuisce l’intervento di Ludovica, una ragazza che Giorgia incontra casualmente in occasione di un lieve incidente stradale. E’ lei ad aiutare i medici a capire esattamente quali sostanze la protagonista ha ingerito. Non solo: è ancora la stessa Ludovica a donare il suo fegato salvando Giorgia, le cui condizioni  nel frattempo erano peggiorate. Infatti la ragazza, correndo all’ospedale per consegnare le prove che aveva trovato, ha un incidente con la moto e arriva in uno stato di morte celebrale.

Grazie alla donazione di questo organo, Giorgia ha la possibilità di vivere “la sua seconda volta”.

Alla fine della proiezione del film è arrivato Simone Riccioni a portarci un saluto. Proveniva appositamente da alcune città del nord Italia, dove si era recato per pubblicizzare la pellicola e far conoscere così  questa significativa storia di vita vissuta. Ciò che Riccioni ha sottolineato è il fatto che non si vuole fare dei facili moralismi sull’uso di sostanze stupefacenti, che naturalmente è condannabile a priori, quanto far riflettere noi giovani su come usiamo il nostro tempo, sulle scelte che facciamo e sulle conseguenze di queste scelte. Il film lancia un messaggio positivo e di speranza: la vita può darci una seconda possibilità, l’importante è saperla cogliere.

L’attore ci ha detto anche che Giorgia, scampata miracolosamente alla morte, gira nelle scuole d’Italia per dare la sua testimonianza sulla propria  drammatica vicenda che fortunatamente ha avuto esito positivo. Ci piacerebbe dunque che la nostra scuola la invitasse per un incontro utile a noi ragazzi per aprirci gli occhi sui pericoli che ci circondano.

La redazione del Blog:

Daniel Zamboni (3A)

Angelisa Gonzalez (3A)

Giovanni Coccia (1D)

Leonardo Moretti (1D)

Chiara Marsili (2B)

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Un “mago” all’IPSIA

 

Giorgio Farroni incontra gli studenti a scuola

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Lunedì 18 marzo, presso il nostro istituto Ipsia Corridoni della sede di Corridonia, si è tenuto l’incontro con il campione mondiale di ciclismo paralimpico Giorgio Farroni. Numerose sono state le autorità intervenute, come il sindaco di Corridonia Paolo Cartechini, il responsabile provinciale Coni Giovanni Illuminati e il maresciallo comandante Giammario Aringoli. In particolare il professore Pettinari, docente presso il nostro istituto, ha introdotto in modo approfondito e articolato la storia delle Olimpiadi dall’antica Grecia fino ai giorni nostri.

“Abbiamo voluto dare la possibilità ai ragazzi di incontrare nella scuola un campione del mondo che ha portato anche la maglia e la sua nuova bicicletta: si tratta quindi di un’esperienza unica – ha dichiarato Fiorenzo Pettinari, coordinatore delle attività scolastiche per il progetto “scuole” della Coppa del Mondo – un percorso, quello tra il comitato organizzativo e le scuole, che andrà consolidandosi in tutto il periodo di preparazione e di organizzazione della Coppa del Mondo. In questi mesi, grazie anche alla collaborazione degli altri insegnanti, abbiamo dedicato letture specifiche per sensibilizzarli al tema e all’incontro con il campione”.

Ciò che a noi ragazzi ha incuriosito maggiormente è stato il fatto che il nostro professore ci ha parlato del libro C’era una volta… il mago scritto dalla madre di Giorgio Farroni. Alcuni studenti hanno letto alcuni brani del volume e poi, prima di lasciare la parola al campione, ci hanno fatto vedere un video dedicato alle sue vittorie.

Dopo di che, Giorgio Farroni ha risposto alle nostre domande e ci ha raccontato la sua storia. Siamo stati affascinati anche dalla bicicletta che aveva portato con sé: una bicicletta con tre ruote, realizzata in carbonio e quindi molto leggera ma resistente, adatta al campione e alle corse su strada.

Presente anche il padre di Giorgio Farroni, Carlo: “Fin da piccolo, nonostante la distonia emiplegica alla parte destra del corpo, è stato animato dalla passione per lo sport, era il più spericolato di tutti, dalle motociclette ai kart, fino a quando mi disse «voglio provare con la bicicletta papà»”.

La mattinata si è conclusa con un ricco buffet offerto dalla scuola.

A fine giornata Mario Cartechini, responsabile del Comitato Organizzatore Coppa del Mondo, ha inviato alla nostra dirigente una lettera in cui ci ringrazia per avere aperto le porte del “meritorio Istituto IPSIA” a questa iniziativa e per “l’eccellente accoglienza” riservata al campione Giorgio Farroni. Cartechini conclude ringraziando il professor Pettinari e aggiunge un pensiero per la scuola: “avete inoltre saputo egregiamente coniugare alla calorosa accoglienza un tratto di alta deontologia scolastica, educativa e formativa”.

La nostra redazione si impegna a seguire il professor Pettinari nelle prossime tappe di avvicinamento alle gare di maggio e a raccontare tutto ciò che verrà organizzato per promuovere nella nostra città questo importante appuntamento.

La redazione del Blog in collaborazione con:

Sophie Zamponi (2^A)

Sofia Pardo (2^A)

Anita Emshi (2^A)

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Il campione Giorgio Farroni all’IPSIA di Corridonia

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Nella mattinata di lunedì 18 marzo presso l’IPSIA “F. Corridoni”, sede di Corridonia, noi studenti avremo la possibilità di incontrare il campione di ciclismo paralimpico Giorgio Farroni. Oltre alla nostra scuola, Farroni visiterà anche l’Istituto Comprensivo Lanzi e l’Istituto Comprensivo Manzoni.

Saremo proprio noi a chiedere al campione stesso le sue imprese, aprendo un racconto aperto sulla sua vita, sui risultati ottenuti, ma anche sugli sforzi quotidiani che tali successi necessitano quotidianamente.

L’Amministrazione, l’associazione sportiva Club Corridonia e l’ASD Giubileo con questa iniziativa, intendono sottolineare con efficacia anche l’aspetto etico-sociale della manifestazione che animerà l’intera città di Corridonia.

Entusiasta anche il nostro professore Fiorenzo Pettinari, coordinatore per le attività scolastiche del progetto “scuole” della Coppa del Mondo: “È un percorso che, grazie alla collaborazione dei docenti, ha avuto un’intensa preparazione insieme ai ragazzi durante questi mesi: attraverso attività specifiche, come letture di testi o visioni di film, abbiamo voluto sensibilizzare e introdurre questo incontro”.

Giovanni Coccia (1D)                                                                                                                      Angelisa Gonzalez (3A)                                                                                                                      Daniel Zamponi (3A)

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Giovani e Video Giochi: pro e contro

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Un’indagine sull’uso e sull’abuso dei videogiochi nel mondo degli adolescenti

A scuola è proibito l’uso degli smartphone e quindi è proibito anche giocarci. Lo stabilisce l’articolo 3 comma 9 del regolamento di istituto che recita: “gli studenti sono tenuti al rispetto del divieto di utilizzo di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici previsto dal D.M. 30 del 2007”.

Eppure la maggior parte degli studenti ci gioca e questo comportamento costringe i professori a mettere note e richiami.

Cerchiamo di capire quali sono i videogiochi più amati dai ragazzi.

Quello più diffuso del momento è il genere Battle royale: il giocatore per vincere deve sopravvivere da solo o con la sua squadra. L’obiettivo dei giochi che rientrano in questo genere è eliminare gli avversari con delle armi (fucili, granate), il più famoso è Fortnite. Si tratta di un videogioco del 2017 sviluppato da Epic Games e People Can Fly. Il videogioco presenta due modalità distinte che condividono lo stesso motore grafico: modalità “Salva il mondo” e modalità “Battaglia reale”. L’età media dei giocatori è 28 anni ma il 96% dei giocatori ha un’età compresa tra i 6 e i 17 anni. Fortnite sta avendo un successo senza precedenti per coinvolgimento, ricavi (oltre 300 milioni di dollari solo lo scorso maggio) e dinamiche sociali che ha innescato. È stato calcolato che ogni mese giocano a questo videogame 80 milioni di utenti per un totale di 125 milioni di download in tutto il pianeta.

Molto diffusi sono i giochi realizzati da SuperCell: Clash of clans, Clash Royale e il nuovo gioco Brawl Stars. Questi giochi sono tutti on-line e si possono giocare con i propri amici: su alcuni bisogna sviluppare il proprio  villaggio per difendersi  da attacchi nemici , in altri i personaggi hanno delle abilità grazie alle quali diventano più potenti e devono combattere contro altri giocatori per vincere. Tranne Fortnite, che permette l’accesso anche dal computer,  questi giochi sono stati progettati solo per il telefono.

Sono almeno 200 mila gli adolescenti italiani, fra i 13 e i 17 anni, stregati da pc, chat e videogame, tanto da passare circa 8 ore al giorno online o alla console.

Quali sono i pro dei video giochi? Se bene usati stimolano il cervello e la fantasia. Inoltre aiutano ad aumentare i riflessi e facilitano la socializzazione con i propri coetanei. Ad alcuni videogames, infatti, si può giocare con i propri amici o se online conoscere persone che vivono in altri paesi.

Ma ci sono anche dei contro: se il gioco diventa l’unica ragione per cui ci si alza la mattina e l’unica attività a cui ci si dedica nell’arco della giornata allora non si tratta più di un passatempo ludico ma di una vera e propria dipendenza. Si rischia l’isolamento sociale e in alcuni casi si rischia anche di spendere molti soldi per gadget virtuali.

Secondo noi del blog si potrebbe però provare ad  utilizzare i videogiochi in modo positivo come  supporto alla didattica. Usando le LIM e i nostri telefoni, ad esempio, si potrebbero proporre dei divertenti giochi didattici per trasmetterci contenuti complicati e per rendere meno pesanti materie difficili come la fisica e l’inglese. Imparare  giocando potrebbe essere un modo per coinvolgere maggiormente noi studenti e per spingerci a venire a scuola più felici.

Elia Paolantoni (1°D)

 

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