A proposito di DaD e buone pratiche all’IPSIA “F. Corridoni”

A partire dal 4 marzo 2020 il Governo ha decretato la sospensione delle attività didattiche in tutta Italia. Da allora si sono succedete diverse note ministeriali che invitavano le scuole a predisporre la Didattica a Distanza, la cosiddetta DaD, di cui oggi si fa un gran parlare.

La Presidenza al lavoro: dall’alto a sinistra Renzo Gentili, in basso a sinistra il DS, Francesco Giacchetta, in basso a destra Laura Marconi

Noi del BlogIpsia abbiamo pensato di intervistare la Presidenza, nella persona della vice-preside professoressa Roberta Campolungo, per capire come la nostra scuola si è attivata e quali strumenti sono stati individuati per avviare la DaD.

La presidenza al lavoro in alto a sinistra Sandra Giuli, Costantino Ciccioli, al centro la vicepreside Roberta Campolungo, in basso a sinistra Ketty Trobbiani, in basso a destra Renzo Gentili

Durante questo periodo di interruzione delle lezioni i professori ci hanno chiesto di mantenere per quanto possibile un contatto attraverso delle video lezioni. In generale, il nostro istituto come ha organizzato queste attività di Didattica a Distanza?

Il nostro istituto ha promosso sin dall’inizio dell’emergenza CVID-19 attività di didattica a distanza per mantenere un rapporto con i propri alunni.

Ad integrazione del registro elettronico, già presente ormai da 8 anni, ci si è attivati subito con la piattaforma GSuite for Education che con le varie app  snellisce la procedura di feedback e facilita la collaborazione con gli studenti.

Ci sono state delle criticità per attivare le lezioni a distanza? Se sì che tipo di problematiche ci sono state?

Le uniche difficoltà che sono emerse riguardano l’accesso alla nuova piattaforma da parte di tutto il personale coinvolto e degli alunni. A ciò si è provveduto creando una Task Force d’Istituto, costituita  da docenti e assistenti tecnici, che a distanza hanno saputo pienamente gestire le varie difficoltà.

Com’e’ stata la risposta da parte dei docenti, si sono mostrati pronti e ben disposti ad introdurre questa nuova modalità di didattica? O ci sono state, almeno nella fase iniziale, delle reticenze?

Ogni novità all’inizio crea disorientamento… Soprattutto in questo periodo in cui viene meno ogni certezza… Chiaramente trasformare l’attività di docente in quella di “docente virtuale” non è stato facile per nessuno. Devo dire però che la risposta dei docenti è stata molto positiva.

Com’e’ stata la risposta da parte degli studenti? In particolare come pensate di aiutare coloro che sono a casa e non hanno una connessione ad internet o che non hanno dispositivi per accedere ai materiali caricati dai docenti?

All’inizio gli studenti hanno pensato che “se ne poteva fare a meno” poiché l’attività didattica sarebbe ripresa presto.

Qualcuno ha tentato di allungare la pausa tra primo e secondo quadrimestre…

Ma poi, quando i ragazzi hanno capito che si faceva sul serio, hanno risposto bene. Il problema dei device resta. A questo però ha risposto il Ministero dell’Istruzione fornendo dei finanziamenti alle scuole per offrire dispositivi in comodato d’uso gratuito agli studenti e fondi specifici per la connettività.

Una difficoltà che noi studenti talvolta riscontriamo è quella della sovrapposizione delle lezioni. Come si potrebbe evitare tutto ciò? 

Abbiamo tentato di risolvere questo problema proponendo ai docenti di utilizzare la nuova metodologia didattica in base al proprio orario di servizio settimanale ma con moduli orari contratti di 35 minuti per non sovraccaricare la rete e i ragazzi. Così facendo tutti hanno modo di poter seguire anche chi a casa dispone di un solo dispositivo informatico.

Ciò ha permesso agli studenti di interagire meglio con il professore dell’ora attraverso la chat di gruppo nell’orario stabilito;

La nostra partecipazione alle video lezioni come viene tracciata, risulta da qualche parte nel registro? Nel caso di non partecipazione verrà considerata l’assenza?

L’assenza alla video-lezione non può essere segnata nel registro on line perché formalmente in questo periodo l’attività didattica è sospesa ma tutti i docenti prendono nota delle presenze perché l’attività svolta a distanza concorrerà a delineare quel quadro valutativo unitario entro cui formulare il giudizio di merito sull’impegno, sul profitto e su tutti gli altri fattori che interessano in qualsiasi modo l’attività scolastica e la crescita formativa di ciascun allievo.

Con questa modalità di Didattica a Distanza verranno svolte delle verifiche orali o scritte? Nel caso affermativo le valutazione sarà presa in considerazione per gli scrutini? Come si dovrà procedere in tal senso?

Sicuramente a breve verranno svolte delle prove di verifica scritte e orali. Sulla valutazione siamo in attesa delle disposizioni della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Noi tutti ci auguriamo che questo periodo di quarantena forzata si concluda il prima possibile. Quando torneremo a scuola ci saranno dei cambiamenti? Ci sono notizie sul prolungamento delle lezioni nei mesi di giugno e luglio? L’anno scolastico avrà comunque validità? Ci saranno bocciature? Che cosa potremo aspettarci?

La Ministra ha già più volte pubblicamente affermato che l’anno scolastico ha comunque validità.

Non sappiamo ancora se verrà allungato e non abbiamo disposizioni riguardo le bocciature.

Non ci resta che aspettare

Per i ragazzi che a giugno avrebbero dovuto sostenere l’esame di stato, cosa si pensa potrà accadere?

È notizia di questi giorni che la maturità si svolgerà regolarmente ma con commissioni composte da tutti membri interni e il solo presidente esterno per garantire la legalità dell’esame.

Non si hanno informazioni invece riguardo alla tipologia delle prove.

Voi insegnanti e voi dirigenti come state vivendo questo periodo? Quali sono le vostre preoccupazioni maggiori? 

Noi insegnati stiamo vivendo questo periodo con molto disorientamento, come tutti… le preoccupazioni maggiori riguardano in questo periodo purtroppo la salute e la crisi economica del nostro paese.

Ho sentito dire che il MIUR metterà in campo un monitoraggio sulle modalità attivate dalle varie scuole per la didattica a distanza. Come avverrà il controllo? La nostra scuola può ritenersi un modello positivo? Per ora qual è il vostro giudizio su quanto è stato messo in campo?

Il MIUR ha inviato alle scuole dei questionari per capire quali strumenti erano stati adottati e quale fosse stata la risposta dei docenti e degli alunni.

Sicuramente la nostra scuola può ritenersi un modello positivo perché ha saputo sin da subito mettere in atto strategie di didattica a distanza. Ma non solo… abbiamo anche saputo tenere in piedi quelle attività come ad esempio il Blog, il progetto Life Skills che caratterizzano il nostro istituto.

Un plauso va a tutti i colleghi che con la loro professionalità si sono messi in gioco per mantenere viva la nostra “comunità”, il senso di appartenenza e combattere il rischio di isolamento, di abbandono, di demotivazione  dei nostri studenti, specie dei più fragili.

Penso ad esempio a tantisissimi di quei lavori che il Blog ha sin da subito pubblicato.

Per ora la ringraziamo per la disponibilità, ma a breve torneremo con una nuova intervista per raccontare eventuali sviluppi.

Questa intervista inaugura un nuovo progetto del Blog che sarà pubblicato nella rubrica #noisiamovirali: vogliamo documentare e accendere i riflettori sulle buone pratiche che si stanno sperimentando in questo periodo nel nostro istituto da parte di docenti, studenti e studentesse. Pubblicheremo, come al nostro solito, interviste, video e articoli con l’obiettivo di tenere viva quella comunità educante di cui la scuola è il motore e il cuore.

intervista a cura di Hayla Garbuglia (2^A)

Per saperne di più:

- Coronavirus, inviata alle scuole la nota operativa per l'attuazione del decreto Cura Italia
- La lettera della Ministra Azzolina al personale, agli studenti, alle famiglie
- Scuola, Azzolina firma decreto: al via distribuzione 85 milioni per la didattica a distanza
- Didattica a Distanza
- #andràtuttobene… Insieme ce la faremo!
Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Una medaglia d’oro all’IPSIA: Dieng Ndiaga

da sinistra: l DS, Prof. Francesco Giacchetta, Dieng Ndiaga, Anronello Romagnoli, coordinatore della sede di Macerata

Campionati Mondiali INAS di Atletica Leggera 2019 in Australia: medaglia d’oro nei 1500 metri per Dieng Ndiaga con un pazzesco 3’59”93.

È solo l’ultima di tante medaglie collezionate dall’alunno dell’IPSIA “F. Corridoni” negli ultimi 4 anni. 

Ma qual è la storia di questo ragazzo? E come ha scoperto la sua vocazione atletica? 

Dieng, classe 1999, di origini senegalesi, nel 2015 si iscrive all’IPSIA “F. Corridoni” – sede di Macerata, nel frattempo gioca a calcio con il ruolo di attaccante con alterni risultati. 

Nel dicembre 2016, in seconda superiore, si mette in luce nella fase d’Istituto di Corsa Campestre. La sua serietà e la preparazione atletica non passano inosservate e, dopo la conquista del titolo provinciale categoria DIR, il suo professore di Scienze Motorie, vedendo le sue grandi potenzialità, lo sprona a tesserarsi con l’associazione Anthropos di Civitanova Marche e con l’Atletica AVIS Macerata. Segue il titolo regionale di Corsa Campestre e nel 2017 la partecipazione ai Campionati Italiani Studenteschi di Gubbio dove, accompagnato dal professor Ivano Zocchi, conquista il titolo di Campione Italiano categoria DIR al termine di una gara generosa e coraggiosa. Di qui in avanti Dieng (Cenga per gli amici) spicca il volo e sempre nel 2017, dopo aver concluso il terzo anno di scuola superiore ed acquisito la qualifica IeFP di Operatore Elettrico, conquista il titolo italiano in pista con una splendida doppietta negli 800m e nei 1500m. Dal tricolore alla maglia iridata il passo è breve e nel 2018 ai Mondiali INAS di Atletica Indoor di Val de Reuil in Francia si aggiudica, nell’ordine, l’argento nei metri 1500 e l’oro nei metri 800. 

Ora attendiamo con trepidazione le paralimpiadi di Tokio che a causa dell’emergenza COVID-19 si terranno nel 2021. Noi saremo lì a sostenere questo bravissimo ragazzo e a gioire con lui. 

Quest’anno un’altra sfida piena di incognite lo attende comunque: l’esame di maturità.

La sua famiglia, i suoi insegnanti, i tecnici e i dirigenti delle associazioni sportive che lo seguono gli fanno l’in bocca al lupo sicuri che, anche questa volta, taglierà il traguardo da campione.

Antonello Romagnoli, coordinatore dell’IPSIA “F. Corridoni” – sede di Macerata

Pubblicato in Macerata, Notizie dalla scuola, Sport | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

La nuova normalità

Viviamo un tempo sospeso, condizionati dal virus, un’esistenza temporaneamente in bilico dove a prevalere è l’intento di sopravvivere, pensando che bisogna resistere e continuare.

Il “desiderio di normalità” di ciascuno di noi e le comprensibili disperate pressioni di chi tra noi soffrirà di più sul piano economico, ci porteranno piano piano, un giorno dopo l’altro, a diventare un po’ più fatalisti.

Nessuno poteva immaginare qualche mese fa che avremmo dovuto vivere questo difficile periodo: la sofferenza dei contagiati, il dolore per i morti, lo stress e l’abnegazione di tutto il personale sanitario, la sospensione delle attività culturali, la chiusura di molti settori produttivi, la forzata e doverosa “reclusione” delle tante persone rinchiuse a casa.
Il Virus ha profondamente rivoluzionato la nostra vita, ci ha costretti a “cambiare le nostre abitudini” come più volte ci è stato detto anche dai nostri governanti.
Molti ora puntano il dito su quanti dovevano essere lungimiranti e prevedere una tale situazione e non hanno agito tempestivamente per evitare la diffusione del contagio causando problematiche, disagi e perdite a tutta la popolazione.

L’Italia sta pagando a caro prezzo la sua iniziale impreparazione ma nessuno degli altri Stati nel mondo ha saputo prendere esempio nel momento in cui ci si è resi conto della gravità della situazione e si è corsi all’attuazione di misure ristrettive che si sono inasprite di giorno in giorno.

Il virus inevitabilmente si è diffuso un po’ dappertutto e la maggior parte della popolazione mondiale ora si trova nelle stesse identiche condizione di paura, tensione e speranza.

Tutti ci auguriamo che questa angosciosa situazione finisca il prima possibile e si ritorni alla normalità.

Ma io mi domando, quale sarà la nuova normalità: uscire il meno possibile, viaggiare il meno possibile, riunirsi il meno possibile, rischiare il meno possibile. Il tutto a costo di tollerare l’atrofizzarsi delle nostre vite e quindi, pur di salvarle, anche le dolorose conseguenze che ne arriveranno.

Ci sarà comunque una stagione di adattamento e vedremo un’esplosione di nuovi servizi: le palestre cominceranno a vendere attrezzature per esercizio a casa e fare sessioni online, i ristoranti si attrezzeranno per offrire menù d’asporto con consegna a domicilio per ogni tipo di occasione, la didattica a distanza sarà sempre più richiesta e personalizzata a qualsiasi esigenza.

Questo è uno scenario pessimistico ma sicuramente alcune cose non torneranno più come prima e da questo periodo della nostra esistenza, dovremo trarre un grande insegnamento, un monito per il futuro, un passaggio che dovrà metterci in guardia sulle future scelte politiche.

Se non rafforzeremo i nostri legami sociali in base a un solido senso di responsabilità reciproca, vorrà dire che non avremo imparato nulla dalle attuali difficoltà. Per fortuna, in queste giornate così pesanti e drammatiche, tante iniziative a sfondo solidale sono un segnale tangibile che il senso di umanità ancora vince su una visione del prossimo come ostacolo e inciampo.

Il mondo è cambiato tante volte e sta cambiando di nuovo. In questi giorni, chiusi in casa, abbiamo sperimentato nuovi modi di insegnare, di lavorare, di stare insieme.

Abbiamo riscoperto le nostre passioni, abbiamo messo alla prova le nostre relazioni familiari.

Internet, oggi più che mai, rappresenta la nostra speranza, il filo che ci tiene uniti, la nostra piazza virtuale, uno strumento di diffusione dell’equità sociale.
Dovremo adattarci ai nuovi cambiamenti e pensare che siamo cittadini del mondo e che viviamo in un’unica grande comunità che deve crescere e svilupparsi superando le comuni problematiche per portare ovunque benessere e sconfiggere le ingiustizie sociali.

di Massimiliano Fiorani, docente – sede di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Le interviste improbabili del BlogIPSIA

Il 25 marzo è la Giornata per Dante, istituita su idea del «Corriere». Tanti eventi (tutti digitali per l’emergenza coronavirus). Alle 12 la lettura della «Commedia».

Noi del BlogIpsia partecipiamo così!

Prima del coronavirus – sembra ormai passato un secolo – passeggiando per la città di Ravenna, ho incontrato Dante Alighieri e gli ho chiesto se poteva concedermi un’intervista.

Dante Alighieri quando è nato?

Sono nato a Firenze nel 1265 da una famiglia nobile.

Dante Alighieri è il suo nome di battesimo?

No, il mio nome di battesimo è Durante, ma siccome è un nome difficile da ricordare mi faccio chiamare Dante.

Cosa può dirci della sua vita: è sposato? Se sì, ha un bel rapporto con sua moglie?

Sì, sono sposato ma il mio è stato un matrimonio “fatto a tavolino”… la mia famiglia si è accordata con quella di Gemma Donati per farci sposare… ma purtroppo non ho un buon rapporto con lei anzi… litighiamo spesso.

Ha avuto dei figli con Gemma Donati?

Sì, ho 4 figli.

Le persone dicono che lei è un grande poeta addirittura la definiscono il “Sommo Poeta”!! Quali sono le sue opere più importanti?

Le mie opere più importanti sono la Divina Commedia e la mia opera giovanile “Vita Nova”… poi come sapete ne ho scritte molte altre!

Bene vuole parlarci un po’ della Divina Commedia? Come è composta?

La Divina Commedia è composta da 3 cantiche: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Ognuna è formata da 33 canti, tranne l’inferno che ne conta 34 perché c’è anche l’introduzione. Insomma in totale sono ben 100 canti!

Come dicevamo lei è nato a Firenze, com’era la situazione politica in quella città? C’erano delle divisioni, giusto?

Si c’era la divisione tra guelfi e ghibellini.

Lei di quale faceva parte?

Io facevo parte dei guelfi bianchi.

I guelfi erano divisi in due fazioni, bianchi comandati dalla famiglia Cecchi e i neri comandati dalla famiglia Donati.

È vero che nel 1302 è stato esiliato dalla sua città nativa?

Purtroppo si perché i ghibellini hanno vinto e mi hanno costretto ad andarmene.

Hanno minacciato di prendere tutti i miei beni… ho dovuto andarmene altrimenti avrebbero cacciato anche la mia famiglia.

Lei era innamorato di una ragazza, giusto?

Sì, il suo nome è Beatrice.

Il mio non è un amore carnale, ma spirituale. Per me è la Donna Angelicata, l’ho vista per la prima volta in chiesa e non la scorderò mai.

Leggendo la Divina Commedia abbiamo notato che nel racconto lei sviene spesso. Soffre per caso di qualche patologia?

Sì, soffro di una patologia chiamata narcolessia. Infatti mentre scrivevo la Divina Commedia e non solo mi è capitato spesso di svenire. Questo mi succede quando ho forti emozioni.

Passerà il resto della sua vita qui a Ravenna?

Sì, resterò qui fino alla mia morte. Infatti se vi dovesse capitare di venire da queste parti, potete visitare la mia tomba… Non che sia un gran divertimento ma mi dicono ci sia un gran via vai di curiosi!

Grazie per avermi concesso questa intervista, buona giornata.

Grazie a lei.

intervista a cura di Elia Paolantoni (2^D) – special guest Dante Alighieri

Istruzioni per l'uso:
Visto che in questo periodo siamo tutti confinati a casa, abbiamo pensato di pubblicare di tanto in tanto delle "interviste improbabili". L'obiettivo è di affrontare in modo leggero - ma mai superficiale - argomenti che, volenti o nolenti, dobbiamo studiare. Questa è anche l'occasione per suggerire letture, film, varie ed eventuali. 
Buona lettura/ascolto/visione!!!  

Approfondimenti:

I Grandi della Letteratura Italiana - Dante Alighieri - RaiPlay

Dante e La Divina Commedia di Emilia Notarangelo - RAI Scuola

Testimoni del tempo - Lezioni sulla Divina Commedia - Luca Serianni analizza brani dal canto V dell'Inferno

Testimoni del tempo - Lezioni sulla Divina Commedia - Luca Serianni analizza un brano dal canto XXX dell'Inferno

Paolo Di Paolo, Matteo Berton (a cura di), La Divina Commedia, La Nuova Frontiera Junior, 2015
https://video.corriere.it/cultura/dantedi-studenti-leggono-divina-commedia/d9235504-6e86-11ea-925b-a0c3cdbe1130

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni, Noi siamo Virali!, Senza categoria | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Cari ragazzi,

Corridonia, 24 marzo 2020

scusate se non vi ho scritto prima questa lettera, ma sento ora il desiderio di farlo, perché penso sia arrivato il momento di condividere con voi alcune riflessioni su quello che sta accadendo intorno a noi…

Siamo costretti a stare a casa – e non ci piace – ma lo facciamo per il bene non solo di noi stessi ma anche degli altri, di tutti.

In questi giorni pensavo a come questo virus invisibile possa cambiare l’esistenza delle persone. È terribile sentire e vedere come finisce la vita di tanti. E mentre mi tengo impegnata per non pensare al deserto che si è creato attorno, per non vedere il temporale che è si è scatenato fuori, mi rendo conto che anche voi fate la stessa cosa, perché mi accorgo che avete più pazienza nel fare i compiti e nell’affrontare la novità di lavorare su classroom.

Pensate a come si doveva sentire Anna Frank, rinchiusa in una soffitta per tanto tempo, e vi accorgerete che i nostri pochi giorni di “reclusione” sono ben poca cosa rispetto ai quasi due anni affrontati da lei. Il nostro nemico però è infinitamente più piccolo e enormemente letale, in moltissimi casi, come sentiamo in televisione quando il giorno si chiude e gli uomini fanno la conta dei morti del Covid-19.

Sì, possiamo mettergli la lettera maiuscola, dobbiamo, si è fatto un nome questo virus, si è fatto ben conoscere, così come la Lebbra, la Peste, il Tifo, l’Hiv ecc. Ma in pochissimo tempo si è posizionato al primo posto dei mali del nostro tempo. In questo momento molte, tante sono le domande, ma una sola è quella che tutti abbiamo nella testa.

Quale?

Chissà quando e come finirà tutto questo? Chi di noi colpirà direttamente e indirettamente?

È terribile quello che sta succedendo, e lo è ancora di più perché pensavamo di essere al sicuro, protetti dalla scienza, dalle medicine e dagli ospedali, che purtroppo in questi giorni stanno mostrando vulnerabilità e impotenza di fronte ad un nemico nuovo e oscuro, contro cui non abbiamo “armi”, se non il coraggio di lottare con grande tenacia, chiudendo il mondo fuori dalla nostra casa. Ma anche nell’oscurità ci sono gli eroi: medici, infermieri, ausiliari e tutti quelli che operano per salvare ogni singola vita. Senza dimenticare le forze dell’ordine, i nostri governanti che si trovano ad affrontare una crisi mai vista prima d’ora.

Voi cosa pensate?

So che anche voi vi chiedete quando finirà. Nell’attesa volate con la fantasia ai giorni sereni di poco tempo fa, al mondo prima del Coronavirus, alle passeggiate al mare, alle gite e anche alla scuola, ai professori, alla normalità di una lezione che ora sembra un desiderio irrealizzabile.

Cambiamo modo di pensare, abbracciamo i cari non per la paura di cosa ci circonda e speriamo che l’ossigeno non ci manchi mai. Chi può sapere cosa accadrà domani, chissà se ci grazierà, visto che alla fine non risparmia nessuno, neppure i giovani o quelli un po’ meno giovani, pur accanendosi soprattutto sugli anziani fragili e malati. La morte vuole le sue vite e bisogna dargliele, ma speriamo, lo auguro a tutti, di poter presto dire di aver avuto fortuna perché racconteremo ciò che ora accade.

Io sono chiusa in casa, nello studio, e passo le giornate lavorando al pc, che ancora mi dà la sensazione di continuare a fare ciò che facevo prima: parlo con voi, spiego, assegno i compiti, poi correggo, vado qualche ora in giardino, guardo gli alberi che stanno mettendo nuove foglie e nuovi fiori, e penso che per loro tutto continua senza incertezze, scaldati dal calore dei raggi del sole che invitano a rinnovarsi, a rinascere ancora.

E noi? Speriamo e aspettiamo che il sole porti via questo virus. Sì, perché pare che col caldo le cose dovrebbero migliorare. Il calore ci aiuterà a sentire meno freddo in questo forzato letargo in cui siamo caduti. Nell’attesa, oltre a sperare e cercare di impiegare il tempo in cose utili, vi esorto a non smettere di sognare, continuate a sperare e lottare per costruire il vostro futuro. Prima o poi le cose miglioreranno e noi potremo ricominciare più forti di prima, più uniti: quando i fili dei nostri rapporti si spezzano dobbiamo riannodarli, consapevoli che ciò ci avvicina di più.

Francamente la cosa che trovo più difficile è insegnare a voi studenti senza la vostra presenza. Ma forse, in futuro, ci dovremo abituare anche a questo. Che dire, nel nostro piccolo speriamo di poter in un futuro, non molto lontano, tornare a fare quelle piccole cose che ci piacciono, come una lezione dolce caotica di vita normale.

Presto i nostri sguardi si ritroveranno.

Nulla muore, tutto vive dentro di noi.

Continuiamo a vivere.

Vi lascio con una poesia di Hermann Hesse.

Tienimi per mano
al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta
quando non riesco a viverlo,
questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano
portami dove il tempo non esiste
Tienila stretta
nel difficile vivere.
Tienimi per mano
nei giorni in cui mi sento disorientato…
Cantami la canzone delle stelle,
dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano
e stringila forte
prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano
e non lasciarmi andare mai.

La vostra Professoressa vi abbraccia tutti

di Antonietta Viteritti, docente di lettere – sede di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | 1 commento

Stacchiamo un po'! "Lu spettaculu de Carnuà" edizione 2020

…e anche qui l’IPSIA “F. Corridoni” c’era!

In questi giorni che sembrano senza tempo, in cui quando ti svegli la mattina non sai se sei dentro un film o è tutto vero, forzatamente chiusi in casa, a caccia di computer, tablet o cellulari per poter star dietro alla didattica a distanza e con la spada di Damocle sempre sospesa sulla testa di questo benedetto nemico invisibile del COVID-19, c’è proprio bisogno di staccare un po’ e sorridere…

Sì… una sana risata che ti porta via quel continuo magone che ronza nella mente e che diventa più intenso quando guardi la tv.

Uno dei momenti più divertenti dell’anno è il Carnevale. A Corridonia, in questo periodo c’è un appuntamento immancabile, che “sbanca” e che tiene occupata un sacco di gente di tutte le età già da metà gennaio: Lu spettaculu de Carnuà.

Il titolo parla da solo, si tratta di uno show che si svolge dal giovedì al martedì grasso al Teatro parrocchiale “L. Lanzi” di Corridonia. Per riuscire a vedere lo spettacolo bisogna correre per accaparrarsi i biglietti, è sempre sold out, c’è anche la prevendita. La sua popolarità affonda le sue radici in tempi remoti.

L’evento fu ideato nel 1963 dal carismatico direttore della Schola Cantorum di Corridonia Don Vincenzo Cappella e ha proseguito senza interruzioni fino ad oggi grazie all’impegno dell’Azione Cattolica. La parrocchia lo aveva visto all’inizio come un momento di aggregazione giovanile prima della Quaresima: si svolgeva solo il giorno di Carnevale al bar dell’ACLI e doveva finire entro mezzanotte.

Fino ai primi anni ’70 c’erano solo canzoni, ora le serate sono animate da sketch in dialetto che ti fanno sganasciare dalle risate, alternate a canti e balletti realizzati dai bambini e ragazzi di Azione Cattolica e dalle palestre e dalle scuole di danza della cittadina.

Questa edizione è stata un po’ particolare, si era sempre sul chi va là… luoghi pubblici aperti o chiusi? Erano i primi giorni di paura, l’inizio dell’inferno… eppure ci si è riusciti… tutte le serate fatte… a pelo, perché già il 26 Febbraio le scuole erano chiuse. Tanta gente ha riso a crepapelle, ha applaudito orgogliosa figli e nipoti che si sono esibiti sul palco e la nostra scuola ha avuto un bel ruolo.

In pratica noi dell’IPSIA siamo stati sempre sul palco! La colorata scritta “Lu Spettaculu de Carnoà” a caratteri cubitali che campeggiava in alto, dietro al sipario, è stata realizzata con la tecnica della strong art dalla professoressa Silvia Gentili aiutata dalle sue alunne della 2^A.

Elisa Stortoni, Francesca Cannella, Sara Cavalieri, Linda Ferretti e Valentina Marinangeli hanno passato l’intera mattinata del sabato precedente lo spettacolo in teatro con la loro prof. tra cartelloni e colori per creare con bravura e precisione il mega striscione.

E questo è il back stage. Ma l’IPSIA si è anche esibita grazie al bravissimo Daniel Zamponi, della 4^A che ha cantato la canzone di Ultimo Cascare nei tuoi occhi. Per lui non è stata la prima volta, aveva partecipato anche all’edizione di anno scorso ma, ci racconta: “Comunque è stato un momento molto emozionante: esibirsi davanti a tante persone non è facile e fino all’ultimo non sapevo se potevo cantare perché ho avuto la febbre fino a pochi giorni prima dello spettacolo”. Ma è andata e anche bene…un grande successo! Grande Daniel!!

E non finisce qui… la nostra scuola non ha offerto solo artisti e cantanti. La dolcissima Hayla Garbuglia della 2^A, col ruolo di mascherina, ha accompagnato col suo dolcissimo sorriso e i suoi bellissimi riccioli tanti spettatori al loro posto. “Sono stata tanto contenta di essere stata richiamata anche quest’anno” afferma soddisfatta Hayla “ la cosa che mi è piaciuta di più è che ho incontrato tanta gente e mi sono divertita molto”.

Eccoli qua i nostri alunni, vivaci, timidi, entusiasti e sempre pronti a fare, a mettersi in gioco e a partecipare alle varie attività in cui la scuola è coinvolta.

a cura di Cinzia Orlandi, docente – sede di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

"Diario Protetto"

un progetto dell’IPSIA “F. Corridoni” sede di Macerata

Il 9 marzo abbiamo iniziato a vivere in zona protetta.

Cioè: abbiamo continuato a vivere esattamente dove vivevamo da sempre, ma dal 9 marzo si chiama “zona protetta”.
Abbiamo iniziato a vivere in casa.
E abbiamo iniziato  ad avvertire la necessità di raccontarcele, queste nostre nuove vite.
“Diario Protetto” nasce per questo.

Tre classi (3G, 4G e 4H), che due-tre volte alla settimana si domandano quale oggetto sia diventato insopportabile da vedere, negli spazi chiusi delle stanze e sempre sotto agli occhi.

Che cosa si prova a stare “fermo e in silenzio” per un quarto d’ora, senza fare assolutamente niente che non ascoltare se stessi. Quale musica faccia da sottofondo a tutto questo, quale foto lo rappresenti.

Impariamo, giorno dopo giorno, qualcosa degli altri, qualcosa di noi.
Ci accorgiamo di detestare quello che ci sembrava il meglio delle nostre giornate: le ore sul divano, il cellulare sempre in mano, la playstation, i social. Ci raccontiamo dei nostri tentativi di ingannare il tempo – e di come, forse, un po’ stiamo smettendo di ingannare noi stessi. Il bello del lavoro manuale, di leggere un libro, il motorino da riparare, i compiti da portare avanti… imparare  a fare due faccende di casa!!

Stiamo cambiando.
Se in meglio, o se in peggio, ce lo diremo a posteriori.
Per ora, scriviamo.
Presto,  rileggeremo di quando vivevamo protetti, e tenevamo un diario.

a cura di Guendalina Casasole, docente di lettere – sede di Macerata

Pubblicato in Macerata, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Storia e elettronica: all'IPSIA tutto è possibile

Le nostre interviste… a distanza!

Buongiorno Prof. Donati, vorremmo farle alcune domande su due attività che hanno attirato molto la curiosità della redazione del Blog: ovvero l’opuscolo dedicato a Filippo Corridoni e il video pubblicato sul suo canale Youtube sulla storia della nostra scuola.

Buongiorno

Come nasce l’idea del libro? Da dove è partito tutto? 

L’idea nasce nel 2015 in occasione del centenario della morte di Filippo Corridoni.

Nei primi giorni del 2014 arriva dal Comune di Corridonia una lettera con l’invito a tutte le scuole della città e quindi anche al nostro Istituto a organizzare iniziative per celebrare i 100 anni dalla morte di Filippo Corridoni, che ha dato il nome al comune di Corridonia e al nostro Istituto.

L’allora Dirigente Scolastico prof. Giovanni Soldini, dopo un primo confronto, ebbe l’idea di realizzare un libro/opuscolo per far conoscere ai bambini la figura di Filippo Corridoni.

Quanto tempo ci avete impiegato per realizzarlo? 

È stato un lavoro lungo e articolato elaborato da un gruppo di docenti che durante l’estate del 2014 si è riunito numerose volte per progettare e riassumere i fatti salienti della vita di Corridoni in modo che fosse comprensibile ai bambini.

Nel progetto è stata coinvolta anche la prof.ssa Eleonora Sarti dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata esperta di illustrazioni per bambini, per definire il percorso di collaborazione e le modalità di stesura del testo.

La vita di Corridoni è stata divisa in dieci momenti fondamentali, è stata fatta una traduzione del testo in inglese e sono stati inseriti dei semplici giochi finali in considerazione del fatto che questo opuscolo era indirizzato ai bambini di scuola primaria.

Il tutto si è concluso con la stampa e la presentazione avvenuta a dicembre 2015.

Abbiamo trovato le illustrazioni del libro bellissime: ci può raccontare come sono state realizzate e da chi? A cosa vi siete ispirati?

È stata una bellissima esperienza di inclusione.

Sono state realizzate da 10 nostri ragazzi, dal primo al quinto,  che hanno scelto liberamente di partecipare a questo progetto. E’ significativo sottolineare che una buona parte di loro non era di origine italiana e qualcuno conosceva molto poco la nostra lingua. 

Sono stati guidati da Samanta e Nicolò, due studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata, che sono stati ospitati per uno stage presso il nostro istituto su iniziativa della prof.ssa Sarti e autorizzazione del Dirigente Scolastico.

Inizialmente sono stati fatti vari incontri per far conoscere ai ragazzi la vita di Corridoni, poi ogni ragazzo ha avuto l’incarico di disegnare uno dei dieci momenti della vita di Corridoni.

Samanta e Nicolò hanno iniziato insegnando ai nostri ragazzi le tecniche di base: come si tiene una matita, come si disegna una figura, il significato dei colori, come si colora, come si fanno le sfumature fino ad arrivare ai bozzetti finali.

Va detto che i disegni del libro sono stati fatti esclusivamente dai ragazzi senza che Samanta e Nicolò mettessero matita o colore.

Ci sono voluti 4 mesi da febbraio a maggio 2015 con incontri settimanali o bisettimanali di 2 ore.

Poi c’è stato tutto il lavoro di impaginazione, correzione bozze e stampa.

Quante copie sono state stampate e quale era nelle vostre intenzioni l’utilizzo? Mi spiego meglio: come avevate pensato di impiegarlo?

Sono state stampate 4000 copie. La metà sono state date al Comune di Corridonia.

L’idea era quella di darle ai bambini delle scuole primarie di Corridonia.

Veniamo ora al video. Quando è stato realizzato? prima o dopo del libro?

È stato contemporaneo al libro.

In occasione del Centenario della morte di Filippo Corridoni, il 30 maggio 2015 il nostro Istituto ha organizzato anche il convegno  Il rapporto tra Scuola, Education e Mondo del Lavoro: le strategie dell’istruzione e della formazione professionale per la democrazia e la competitività del Sistema Italia di cui conserviamo tutta la documentazione video e fotografica. Sono intervenuti:

Il Dirigente Scolastico

L’Assessore alla Formazione Professionale della Provincia di Macerata

Il Sindaco di Corridonia

Ex studenti diventati imprenditori

Rappresentanti delle Associazioni di Categoria Confindustria, Confartigianato, CNA, Coldiretti

Rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL

Importanti imprenditori del territorio

Il Funzionario APSP (Azienda Pubblica Servizi alla Persona) e  IRCR (Istituzioni Riunite di Cura e Riposo).

Dove nasce l’idea del video?

Il video è stato proiettato all’inizio de Convegno, per far conoscere la storia del nostro Istituto che nasce nel 1907. Il primo della provincia di Macerata e fra i primissimi in Italia

Quanto tempo ci avete impiegato per realizzarlo e dove avete preso il materiale?

Ci sono voluti parecchi giorni e ore di lavoro.

Il materiale era presente perché già nel 2007, in occasione del centenario dell’Istituto, ci fu un grosso lavoro di ricerca e di acquisizione dei materiali per la mostra fotografica e per il libro sul Centenario.

 Sia dietro al libro che dietro al video c’è stato un grande lavoro di ricerca: come vi siete organizzati? Gli studenti sono stati coinvolti nelle ricerche?

In questo caso, gli studenti non sono stati coinvolti per la complessità della ricerca, essenzialmente effettuata in orari non scolastici.

Nel video ci sono molte foto e molti video anche antichi: dove avete preso le foto e i video? 

I video e gran parte delle foto provengono dall’Archivio del nostro Istituto e le più recenti sono mie personali. Altre foto sono state reperite dagli archivi fotografici di Macerata, come l’Archivio Balelli. 

Poi ci sono i documenti del Comune di Corridonia che riguardano i verbali dei Consigli Comunali.

Chi li ha montati?

Il montaggio è stato effettuato da me

Quali sono stati i problemi riscontrati?

Il più grande è stato quello della progettazione perché si voleva evitare che il video risultasse troppo lungo ma, al tempo stesso era necessario che fosse anche completo a livello di contenuti. Essenziale,quindi, è stata la scelta dei materiali da inserire e prezioso è stato l’apporto del prof. Davide Quintili come voce narrante.

La ringrazio per la disponibilità e prima di salutarla, volevo porle un’ultima domanda… in realtà più che una domanda è una curiosità: Da questi lavori appare evidente che lei è un appassionato di storia. Come si concilia la passione per la storia con la passione per l’elettronica?

L’elettronica è il lavoro, la storia ma soprattutto la ricerca e’ un hobby che coltivo da anni ed è per me molto rilassante.

Intervista a cura di Leonardo Moretti con il supporto tecnico del prof. Massimiliano Fiorani

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , | Lascia un commento

Aspettando la… Festa della Musica!

Sabato 21 marzo 2020 alle ore 18,00 apriamo la finestra, usciamo dal balcone della nostra casa o in giardino, per cantare tutti insieme e dare il benvenuto alla Primavera!

In questo periodo così complesso per la vita del nostro paese, uniamoci tutti insieme nel segno della musica.

Su invito dell’Associazione Italiana per la Festa della Musica ente patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali, aderiamo a questa importante iniziativa insieme alla Feniarco (Federazione Italiana dei Cori) e Anbima (Federazione Italiana delle Bande musicali) per portare un sorriso all’intera nazione ed esprimere gratitudine e solidarietà a tutte le persone che stanno lavorando in prima linea per la salvaguardia della nostra salute.
Un modo semplice e significativo che ci unisce idealmente con tutta la nostra comunità e ci fa, per qualche istante, uscire dall’isolamento della nostra forzata e doverosa reclusione.

Il brano scelto per il flash mob è Và pensiero di Giuseppe Verdi.

Possiamo cantarlo a cappella (solo con la voce senza strumenti) da soli o in coro, oppure avvalendoci dell’accompagnamento di uno strumento musicale, di una banda o di una base musicale, l’importante è farlo tutti insieme contemporaneamente. 

Tutti pronti quindi sabato 21 marzo 2020 alle ore 18,00 a cantare per l’arrivo della Primavera… aspettando la Festa della Musica di giugno.

Mandate i vostri video

Fate video e/o foto mentre cantate e poi caricate i filmati sull’apposita sezione dedicata sul sito della Festa della Musica raggiungibile a questo link: 
https://www.festadellamusica.beniculturali.it/index.php/area-upload-foto-e-video
Username: 21marzo
Password: 21marzo
Poi andate in fondo alla pagina e scegliete la voce di menù: carica le foto della tua festa 

di Massimiliano Fiorani, docente – sede di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dal mondo | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Giornata tipo di una docente in questo momento un po' critico

Giornata-tipo. 
E chi ce l’ha più,  una giornata-tipo?
La giornata-tipo è fatta di una sveglia fissa, della prima passeggiata con i miei cani, del prepararmi per andare a scuola. Tutto serrato: alle 05.50 devo aver spalmato (con scarso successo) il correttore sulle occhiaie,  alle 06.45 essere seduta in auto.

Recanati-Macerata, arrivare a scuola e salutare sempre gli stessi tre ragazzi, i primi ad entrare. Il caffè al distributore, la firma, il registro, le lezioni. 

Macerata-Recanati.

Il lavoro da preparare, i compiti da correggere, la vita privata. Le amicizie, gli affetti, le telefonate. La spesa,  in tre supermercati diversi.
Questa, è la giornata-tipo.

Adesso.
Adesso rotolo con i cani giù per le scale, mascherina e guanti di lattice, pipì e risalire. Mi spoglio mi cambio mi lavo. E continuo a rotolare. Tra uno schema e un riassunto, una mappa e una novella.

La testa sempre alla stessa domanda:  “quando finirà?”. 
“Ciaula scopre la luna”: quando finirà?
La Signoria medicea: quando finirà?

Iniziano le video-lezioni.

Ci vediamo, ridiamo con chi perde la connessione, ci sentiamo. Male, ma ci sentiamo. Ci siamo. Un po’ a pezzi, ma ci siamo. 

Dei miei alunni conosco i bioritmi, quello che carbura dalla seconda ora, quello che alla quinta collassa.

Gli odori di ogni classe, nel naso: i primi dopobarba, il fiato a mezza mattina, le scarpe da ginnastica, i gel dei capelli.
Un impatto che ti arriva prima ancora di trovarli in piedi, quando entri in aula.

Le video-lezioni hanno il profumo del mio caffè, e del legno del mio pianoforte.
Non sono lezioni.
O la più grande, sono, delle lezioni. Ognuno da questo imparerà qualcosa.
Io, ad ostentare un’energia, una serenità, che non ho. A fingerle, anche a me stessa, per i primi cinque minuti – per poi scoprire di averle trovate davvero, da qualche parte. Sentirle tornare moltiplicate.
Una specie di magia involontaria.

Quello che costituisce il cuore della mia giornata,  adesso si riduce a una serie di tentativi grosso modo riusciti, ma non sempre.
Qualcuno dal “Lei” sta passando al tu, dal “buongiorno” al “ciao”. Adesso diciamoci ciao.

La mattina sfuma nel pomeriggio.
Pranzo condito dall’informazione.
Schemi mappe riassunti. Caricare sulla piattaforma del registro elettronico, su quella delle lezioni on line. Scaricare compiti dalla mail, correggere, rispedire.
Leggere le chat di whatsapp.
Rispondere.
Rileggere la risposta alla risposta.
Rispondere alla ri-risposta.

Prof ha visto i compiti? 
Andavano bene? 
Prof fa lo stesso se Le mando una foto? 
Prof non mi parte la mail non si apre il registro prof, io non ricordo se ho fatto i compiti.

Li hai fatti. 

Non li hai mai fatti in vita tua, ma adesso li fai ogni giorno. E vuoi anche sapere se li ho corretti. Dieci minuti dopo avermeli inviati. Adesso fai i compiti e segui la video-lezione. Abbiamo tutti bisogno di pensare che finirà: farlo insieme somiglia ad una magia, magari succede prima.

E poi si fa sera. 
Cenare provare a vedere il tg.

Rinunciare a vedere il tg.

Odio i titoli a effetto, e somatizzo sintomi ad organi che non posseggo.

Leggere. Leggere un libro,  un romanzo, una storia.

Leggere “Moby Dick” e, domani, parlare ai ragazzi di un tipo  che ha visto in faccia l’inimmaginabile, gli è sopravvissuto,  è lì a raccontarlo. Non c’entra nulla con il Programma, ma torneranno le giornate del Lei, e ci chiameremo Ismaele.

di Guendalina Casasole, docente di lettere sede di Macerata

Pubblicato in Macerata, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Giornata tipica di un adolescente in questo momento un po' critico

Mi chiamo Leonardo e frequento il 2° superiore.

Da non molto è scoppiata anche nelle Marche l’emergenza coronavirus, che ha cambiato molte cose, a partire dalla mia giornata.

Prima che il COVID-19 piombasse nelle nostre vite, andavo a scuola, uscivo con gli amici o in famiglia, mi allenavo all’aperto – sono un ciclista – e facevo altre attività.

Ora invece, le attività didattiche sono sospese e “fare scuola” equivale a delle lezioni al computer in videochiamata o scaricando i materiali dal registro elettronico.

Non si può andare da nessuna parte: non si esce da casa se non per fare la spesa… e anche gli allenamenti sono costretto a farli solo fra le mura domestiche.

Ecco com’è la mia giornata!

Ogni mattina mi sveglio alle 7:30 circa, faccio colazione, mi sistemo e poi via di lezioni online.

A proposito, come le trovo? Molto pratiche e mi sembra siano una buona soluzione per non perdere tempo.

Essendo a casa ci si distrae di più, ma se si vuole si riesce comunque a lavorare.

Quando noto di essere a buon punto con i compiti, mi prendo del tempo per aiutare con le faccende di casa.

Dopo riprendo i compiti e per mezzogiorno finisco.

Me ne sto sui social e passo il tempo così, fino all’ora di pranzo. Si mangia tutti assieme e ascoltiamo un po’ di notizie che di questi tempi sono sempre un po’ allarmanti.

Poi mi rilasso un po’, cercando di prendermi i miei spazi: con questa situazione è difficile, per via dei miei fratelli.

Verso le 18.00 inizio ad allenarmi sui rulli ( attrezzo specifico per il ciclismo) e vado avanti per circa un’oretta.

Finisco che è tardo pomeriggio e, non sapendo cosa fare, sto al telefono o al computer.

Verso le 20.30 si fa cena e ovviamente le notizie non possono mancare.

Dopo, verso le 22.00, me ne sto ancora un po’ al cellulare (senza farmi beccare, perché a casa mia ci sono delle regole da rispettare), per poi gettare tutto e mettermi a dormire.

Penso che il rientro a scuola sarà diverso e complicato.

Mi mancano le vecchie abitudini e sarebbe meglio senza tutto questo… però, per ora, la sto vivendo abbastanza bene.

di Leonardo Moretti (2^D) con la supervisione a distanza di Samanta Dumitru

Per Metodologie operative le studentesse e gli studenti della classe 2^B indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale hanno dovuto realizzare un testo riflessivo sull’attuale situazione dovuta all’emergenza del COVID-19. Questo è il lavoro di Elisa Rogani (2^B)
Parole che connettono
Dare il nome a ciò che viviamo è fare chiarezza in noi.
Ascoltare ed ascoltarci per scendere in profondità e scoprire la bellezza anche dietro i sentimenti più ” difficili”. Video realizzato dalla classe 1^A nell’ambito del corso di Metodologie operative (professoressa Barbara Castellani)
Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

#andràtuttobene… Insieme ce la faremo!

Life Skills in pillole

Dott. Marco Pascarella – Progetto “Life Skills”

17 marzo 2020

“Un saluto per ricordare l’importanza delle nostre emozioni”

14 marzo 2020

Carissimi ragazzi, docenti e genitori, ho deciso di fare questo video per regalarvi un sorriso e qualche secondo di vicinanza. Non è di certo un periodo semplice. Ma sono sicuro che presto torneremo a gustare la nostra amata libertà. Ora più che mai, dobbiamo concentrarci sul significato della noia e della nostalgia, riflettendo su tutte quelle cose che fino a qualche settimana fa sembravano scontate e ora, invece, ci mancano. Siamo umani e molto spesso ci accorgiamo delle cose importanti solo quando le perdiamo. In questo caso, nulla è perso, siamo solo in stand by, torneremo più forti di prima e molto probabilmente con un atteggiamento diverso nei confronti della vita.
Vi mando un abbraccio.
Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Noi siamo Virali! | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Il sostegno 2.0: esserci nonostante la didattica a distanza

Da quando Giuseppe Conte, Presidente del consiglio dei ministri, ha comunicato  la sospensione delle attività didattiche per un lungo periodo di tempo, affidarmi al digitale mi è sembrata un’ottima soluzione per portare avanti il mio lavoro di docente di sostegno anche da casa.

Subito ho contattato le mie alunne ed il primo strumento che abbiamo utilizzato è stato WhatsApp: loro eseguivano i compiti assegnati  dai docenti curriculari su classeviva, il registro elettronico, e quando non riuscivano a fare qualche esercizio di matematica, dopo averlo svolto io, inviavo loro la foto per l’auto-correzione. Poi per telefono davo le spiegazioni necessarie, oppure fornivo scalette per riassunti e testi argomentativi e così via… per i primi giorni è stato sufficiente ed è servito anche per non interrompere l’attività didattica. 

Successivamente, il nostro istituto ci ha fornito un account Google, al quale mi sono immediatamente registrata aiutando anche le mie alunne a farlo: in tal modo ho potuto  utilizzare Google classroom, uno strumento che permette anche al docente di sostegno di prendere visione di tutti i compiti assegnati, delle relative scadenze nonché di tutto il materiale caricato sulla piattaforma dal docente curriculare. Una volta aver preso visione di tutto ciò che c’è da fare, procedo a fornire agli alunni in difficoltà scalette per svolgere i riassunti o produrre testi, presentazioni, schemi e mappe concettuali sugli argomenti assegnati da studiare, esattamente come quando eravamo in classe…

Ben presto ho mosso i primi passi verso Google meet, il software disponibile in maniera gratuita tra le app di Google Suite For Education, che permette di effettuare video-chiamate multiple in contemporanea e che consente da una parte agli studenti e alle studentesse di chiedere al docente approfondimenti o chiarimenti e dall’altra ci permette di non perdere il piacere di una lezione condivisa.

Ho notato che le mie ragazze hanno accolto in maniera positiva questa nuova modalità di didattica a distanza, sebbene scandita da tempi scolastici più stretti e ritmi più veloci rispetto ai quali erano abituate.

Nonostante la possibilità dell’affiancamento del docente di sostegno non sia mai venuto a mancare, le mie studentesse hanno potuto sperimentare anche la capacità di farcela in maniera autonoma. Ciò che ha reso agevole intraprendere questa nuova strada è stato il fatto di averla percorsa insieme, passo dopo passo… in fondo anch’io ero per la prima volta alle prese con l’utilizzo delle nuove tecnologie didattiche… ovviamente il supporto dei genitori  (o di chi ne fa le veci), ci è stato di grande aiuto e tutti insieme siamo riusciti a trasformare un momento di incertezza in una grande forza!

Saper affrontare gli imprevisti significa acquisire autostima sentendosi al pari degli altri e questo è un fattore molto importante per stimolare la crescita personale dei nostri alunni.

di Simona Petrini, docente di sostegno sede di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Didattica a distanza, giorno1

Ora di lezione.
Mi sono truccata, ho tolto il pile peloso blu che porto in casa.
Spalle ad uno scorcio domestico credibile.

Mi connetto.
Primissimo piano di me medesima.

Non se augura.
Meet mi dice che sono sola.
Inizio a domandare “c’è qualcuno? C’è nessuno?”.
Mi sento tanto la particella di sodio in acqua Lete.
Aspetto un po’.
Con ‘sto primo piano che mi guarda mi viene da farmi le smorfie, ma non sono sicurissima che, per mia imperizia, o malfunzionamento della faccenda, non ci sia qualche alunno, di là, che mi vede.

Ripeto la domanda.

Stesso silenzio.
Esco da meet, entro in whatsapp e faccio presente che mi sarei stancata di aspettare.
Profluvio di

mandi il codice prof 
la sento ma non la vedo 
la vedo ma non la sento

Qualcuno entra ed esce fugacemente: passano una testa, mezzo occhiale, una banana.

Non mangiate mentre facciamo lezione: è come a scuola. 

Iniziamo ad essere sette. Pure queste so’ conquiste. Meet mi dice che siamo troppi. Lo ignoro e funziona lo stesso. Più o meno ci vediamo, grosso modo ci sentiamo.

Come stiamo? a che punto eravamo? ho ricevuto i compiti? 

Non si può fare lezione in 7, ma ci si può ritrovare.

Ieri ho sentito Susanna 'sta cosa de non scappa' me manna matto. 

Qualcuno scrive:

fateme entra'! 

Qualcuno risponde:

non è 'na porta. 

Ridiamo.

Da quanti giorni non rido. Non si può fare lezione in 7, ma si può ridere.

Spiego come funzionerà. Ripeto l’importanza dello Spaggiari . Che ricomincio dal Naturalismo, da lunedì.

Oggi ci siamo visti, ed è qualcosa. È tanto.
Penso a quelli che scaricheranno il materiale dal registro elettronico, perché solo quello possono fare. Quelli che hanno solo il cellulare e mi scrivono:

prof me sto a fini' i giga! 

Quelli che resteranno a casa, senza la rete. Non faranno più i compiti, ed è l’ultimo dei problemi.

Penso che nessuno ha pensato a loro, ancora una volta.
Tour virtuali, digitale solidale.
A qualcuno serve, prima di tutto, che si blocchi lo scorrere del traffico in rete, per le app della scuola.
Resterà la telefonata.
Faremo lezione al telefono.

di Guendalina Casasole, docente di lettere sede di Macerata

Pubblicato in Macerata, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Mamma, ma se tutta l’Italia è zona rossa vuol dire che siamo tutti “fregati”?

Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.

Gianni Rodari

Mamma, ma se tutta l’Italia è zona rossa vuol dire che siamo tutti “fregati”? 

Ecco, è così che inizia l’ultima versione della nostra avventura: costretti a casa per evitare il contagio. Ok, ma alla fine dov’è il problema? Da mangiare ne abbiamo e, in ogni caso, i supermercati verranno riforniti. Siamo al caldo. Internet funziona e anche la TV, di cosa ci lamentiamo?

Da fare ne abbiamo, tra una lezione su Skype, una presentazione in Power Point sulla Finlandia, una riunione su Meet e tutta una serie di messaggi e telefonate, chi si annoia? Capita anche che la lavatrice resti da svuotare per più tempo di quando eravamo tutti indaffarati tra scuola, pallacanestro, pallavolo, musica e mille altri impegni. Parola d’ordine: non ci lamentiamo! E #noisiamovirali 

Ma come riempire le nostre giornate? Io sto provando a ritagliarmi un po’ di tempo per la lettura e cerco di dare lo stesso consiglio ai miei figli e lo consiglio anche ai nostri ragazzi. Ma guarda caso, proprio adesso che non ci possiamo muovere ci viene in mente che il libro che vorremmo leggere non lo abbiamo a casa.  Ma come fare? Non tutti abitiamo in centri dove ci sono librerie aperte e muoversi adesso non sembra neanche tanto etico.

Proviamo ad approfittare delle risorse che abbiamo a disposizione.

Su internet ad esempio esistono diversi siti che mettono a disposizione legalmente testi in formato scaricabile e non solo. Si tratta di una serie di risorse open come questi esempi:

  • E-book – un libro in formato digitale, apribile mediante computer e dispositivi mobili

Wikisource è una biblioteca digitale multilingue, che accoglie testi e libri in pubblico dominio o con licenze libere

Progetto Gutenberg è un’iniziativa avviata nel 1971 con l’obiettivo di costituire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati (attenzione, non tutte le risorse presenti sul PG sono completamente gratuite) 

Liber Liber è una associazione no profit che mette a disposizione  più di 3.300 libri (in edizione integrale), 9.000 brani musicalidecine di audiolibri e una videoteca. I testi se scaricati, sono gratis e liberi da diritti, ma alcuni possono essere acquistati anche su CD e/o in cartaceo

Dalla home page del programma Ad alta voce di RAI Radio 3 è possibile collegarsi al podcast gratuito di audiolibri letti da attori professionisti.

Su Libroaudio si possono scaricare audiobook per ragazzi narrati da Ginzo Robiginz, arricchiti da effetti sonori e suoni buffi. 

Nel sito Audiolibri è possibile scaricare 3000 audiolibri in modo gratuito, di cui 1800 in lingua italiana.

Tra le novità che ci sono state segnalate durante la formazione di MLOL (Media Library On Line, ma questa è un’altra storia, ve la raccontiamo a breve!) vi giro queste:

Il mondo di Alessandro Leogrande 

È lo spazio che Radio 3 dedica all’opera di Alessandro Leoagrande, uno scrittore e giornalista italiano scomparso nel 2017. Il materiale è stato suddiviso in sessioni: I Sud, Migranti, Utopie e Storie di sport. 

Bricks: è la rivista online per la scuola, ha lo scopo di promuovere l’innovazione nella didattica con il contributo del digitale nonché lo sviluppo delle competenze informatiche e digitali degli studenti. Per questo dà la parola non solo a docenti e dirigenti scolastici, ma anche a professionisti della formazione, ricercatori e innovatori digitali perché raccontino le proprie concrete esperienze: ne risulta una raccolta di buone pratiche didattiche, spesso trasferibili anche in altri contesti.

Fotocromie (Library Of Congress): Il sito è un database vivente dove è possibile trovare nuovi materiali aggiunti ogni giorno, con stampe, fotografie, mappe, manoscritti, video in streaming e altro ancora.

Buona lettura e buon ascolto!

a cura della prof.ssa Sabrina Bartolacci

Pubblicato in Corridonia, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

BlogIPSIA

Pensa veramente che tutti i bambini possano essere inventori di storie? Ma sì, penso di sì, perlomeno quelli che ho conosciuto io nelle scuole materne, nelle scuole elementari, nelle scuole medie, fuori dalla scuola. Se sono messi in condizione di farlo, se sono stimolati a farlo, se sono abbastanza allegri, se si trovano con gente abbastanza vivace con loro possono inventare, altroché.

Gianni Rodari

NOI SIAMO VIRALI

Un Blog all’IPSIA?

Ebbene sì, anche noi, un istituto professionale, abbiamo un blog con delle rubriche e degli approfondimenti dalla scuola, dal mondo e – udite udite – sulla letteratura e dintorni.

Non solo: il blog in questi giorni di emergenza e di sospensione della didattica non si è mai fermato. La redazione tutta, che vede lavorare fianco a fianco professori e professoresse, ragazzi e ragazze di tutte e tre le sedi, ha continuato a confrontarsi continuamente sugli articoli da scrivere, sui video da montare e sugli argomenti da trattare… nonostante il coronavirus e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione – da WhatsApp a Drive, dalla mail alla vecchia ma mai superata telefonata chiarificatrice – dando pienamente attuazione a quanto previsto dalla Nota del Ministero dell’Istruzione del 6 marzo 2020.

Anzi, non contenti, ci siamo spinti oltre: abbiamo inaugurato proprio oggi una nuova rubrica Noi siamo virali! con l’obiettivo di raccontare come la scuola – ragazzi e ragazze, professori e professoresse – sta affrontando questi giorni il cui ritmo è scandito dai tempi del Covid19. Ad aprire la rubrica, un articolo dal titolo impegnativo: La scuola de lonh scritto da Guendalina Casasole, docente di lettere della sede di Macerata.

L’amor de lonh era quell’amore “da lontano”, che tanto andava verso il XII secolo. In questi giorni di distanza fisica, dai miei studenti, lo penso spesso. E penso spesso a come lo tradusse uno di loro: “Professore’, l’amore alla Vincenza: lui la ama ma lia non ce penZa, come me dice mi’ nonna”

In realtà ci pensiamo.

Ci pensiamo più in questi giorni di non-scuola, che in quelli di regolare attività. Ci pensiamo a tutte le ore, notte compresa, perché le chat di whatsapp non vanno a dormire. Ci pensiamo ridendo, perché di ridere abbiamo tutti bisogno, e giochiamo sui ruoli: – “Prof., perché ci perseguita”
– “Perché sto a casa e mi annoio”.

E siccome l’IPSIA è scuola del fare o meglio del saper fare, luogo in cui albergano e si rincorrono intelligenze pratiche, il nostro blog non poteva starsene lì fermo ad annoiarsi!

Quando è nato il BlogIpsia, nell’anno scolastico 2016/2017, aveva come destinatari privilegiati gli alunni con Bisogni Educativi Speciali ma si rivolgeva anche a tutti gli studenti e le studentesse della scuola che avessero avuto voglia di collaborare attivamente alla redazione di articoli ecc. Referente del progetto all’epoca era la professoressa Giovanna Salvucci ma fondamentale fu, nel 2016 così come oggi, la collaborazione di diversi docenti – Silvia Carciofi, Teresa Longo Bevere, Fabrizio Pisani, Elisabetta Cottignoli, Giulia Tosto e Patrizia Donati (capo redazione sportiva) – e di numerosi studenti e studentesse tanto della sede di Macerata, di Civitanova Marche e di Corridonia.

Nel corso degli anni, il BlogIpsia è cambiato: i ragazzi e le ragazze che lo animarono in quel 2016/2017 hanno concluso la loro esperienza scolastica e molti di quei professori che lo pensarono così come lo vediamo oggi hanno cambiato scuola. Ma grazie alla loro esperienza il blog – nato come progetto del dipartimento del sostegno – è cresciuto, ha acquisito una sua struttura ed ora appare un luogo non solo di confronto continuo tra chi ci lavora ma anche e soprattutto uno strumento dinamico capace di restituire la nostra scuola, una scuola sicuramente complessa – il nostro Dirigente Scolastico Francesco Giacchetta fresco di nomina, durante uno dei primi Collegi docenti di questo travagliato anno scolastico, la definì efficacemente post-moderna – ma piena di risorse e di eccellenze che hanno bisogno di essere veicolate attraverso un racconto capace di andare oltre le criticità che caratterizzano gli istituti professionali di ogni regione di questo nostro paese. I pregiudizi si sa sono democratici e colpiscono indistintamente al nord come al sud passando per il centro. E si sa per essere superati e decostruiti, gli stereotipi e i pregiudizi necessitano di conoscenza: solo il guardarsi e il riconoscere noi stessi nell’altro a partire dalle proprie differenze ci permettono di entrare in relazione anche quando chi abbiamo di fronte recita con perfezione metrica le georgiche di Virgilio o si entusiasma davanti alla meraviglia del tornio che si mette in moto.

Si dice che lavoro di gruppo “appiattirebbe i valori” – scriveva Gianni Rodari nel 1973 – impedirebbe ai “più bravi” di spiccare secondo il loro merito. Vi è, insomma, una certa resistenza, legata al pregiudizio che la scuola dovrebbe essere “competitiva” e “selettiva”. In realtà il lavoro di gruppo valorizza i “più bravi”: e nello stesso tempo permette loro di essere utili agli altri oltre che a se stessi. Fa appello alla loro generosità, anziché al loro egoismo. Se noi crediamo che la società debba essere una specie di giungla, in cui il più forte fa valere la sua legge contro tutto e contro tutti, allora naturalmente non possiamo accettare il lavoro di gruppo. Ma se crediamo che gli uomini siano nati per costruire insieme, per collaborare tra loro e non per sopraffarsi, allora le ragioni egoistiche cadono facilmente. Personalmente non abbiamo mai trovato ragazzi così egoisti da rifiutare la prospettiva della collaborazione.

E così, fianco a fianco, nella nostra piccola redazione al secondo piano che è anche aula del sostegno e che all’occasione si trasforma in laboratorio creativo, i ragazzi e le ragazze – di tutti gli indirizzi, diversamente abili e non – svestono i panni dello studente e della studentessa e si trasformano in giornalisti e all’occorrenza in inviati speciali pronti ad intervistare con la stessa serietà il preside – “Prof secondo lei è tutto ok? il ciuffo è in ordine?” – e i loro compagni reduci dagli scambi linguistici; a riflettere sulla Luisona di Stefano Benni o sulla disperazione dei personaggi di Steinbeck così come su Greta e il riscaldamento globale. E accanto a tutto questo non poteva mancare il racconto del presente, o meglio il racconto del proprio essere nel presente: perché ho scelto meccanica? Perché vorrei diventare un operatore elettronico? Perché la mia scelta è caduta sui servizi socio-sanitari? Il racconto che diventa strumento di definizione di identità in divenire o a volte, più banalmente ma non di trascurabile importanza, strategia per recuperare qualche voto o per includere gli studenti non italofoni.

Perché il BlogIpsia è anche questo: uno strumento che permette la sperimentazione di quelle competenze trasversali e multidisciplinari di cui tutti parlano ma che in pochi praticano. E così può capitare che la professoressa di chimica consigli due volumi di divulgazione scientifica da leggere e che da queste letture esca fuori una recensione pubblicata sul blog con ricadute in termini di voto tanto per chimica quanto per italiano: quando si dice il potere riparatore della scrittura! Ma può succedere anche che durante i corsi di L2 prenda corpo Recipes for culture: un laboratorio per il dialogo interculturale. I ragazzi raccontano i loro paesi, e quindi se stessi, attraverso le ricette dei loro piatti tipici e che a partire da ciò che conoscono si avvicinino all’italiano rafforzando anche le loro competenze nella lingua inglese: e va a finire che sul blog appaia una ricetta scritta in italiano, inglese e urdo!

All’IPSIA “F Corridoni”, è cosa nota, – scrive il professor Costantino Ciccioli – si impara facendo! E il dialogo, l’amicizia, l’apprendimento nascono tra i banchi e pure… tra i fornelli! […]. Il progetto intende promuovere […] il dialogo interculturale e l’incontro tra culture diverse attraverso il “linguaggio del cibo”. Si tratta di un percorso inclusivo che pone al centro delle attività le ricette dal mondo, il cibo quale elemento di socialità, ma anche di contaminazione e di conoscenza, di crescita e di sviluppo, punto di contatto e di incontro tra le culture del mondo.

In conclusione, qualcuno potrebbe chiedersi perché tra circuiti e frese, cacciaviti e bulloni, ci stiamo dando così tanto da fare per riempire le cassette degli attrezzi dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze di parole. Lasciamo che a rispondere sia Don Lorenzo Milani – quello secondo cui l’Obbedienza non è più una virtù – che nel 1965 affermava

Non basta “saper leggere”, bisogna saper pesare le parole, saper sospettare, avere pratica di mondo e frodi, conoscere le conseguenze giuridiche di una firma, saper leggere così speditamente da non doversi vergognare a leggere tutto un foglio davanti al cittadino.

Insomma… è proprio il caso di dirlo Noi all’IPSIA vogliamo essere virali al di qua e al di là dei tempi che stiamo vivendo! Buona lettura!

Redazione:

  • Direttrici responsabili: Silvia Casilio, Sabrina Bartolacci
  • Docenti: prof. Massimiliano Fiorani, prof.ssa Pamela Principi, prof.ssa Cinzia Orlandi, prof.ssa Guendalina Casasole, prof.ssa Roberta Campolungo
  • Fanno parte della redazione: Elia Paolantoni (2^D), Giovanni Coccia (2^D), Hayla Garbuglia (2^A), Kadidiatou Mbow (2^A), Leonardo Moretti (2^D), Zakaryae El Hadiri (2^D), Zacaria Nessassi (4^G), Chiara Marsili (3^A), Angelisa Gonzalez (4^A).
Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Noi siamo Virali!, Notizie dalla scuola, Redazione | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Contrasto al bullismo e al cyberbullismo: istruzioni per l'uso

L’adolescenza, si sa, è un periodo difficile: in poco tempo avvengono moltissimi cambiamenti, ci ritroviamo ad essere ogni giorno persone nuove.

Cambiano i rapporti in famiglia, cambiano le amicizie, persino il nostro modo di pensare e di  comportarci. 

A chi non è mai capitato a quest’età di litigare con i propri genitori, essere geloso di un amico, provare invidia, guardarsi allo specchio e non riconoscersi o addirittura non piacersi?

A scuola soprattutto l’adolescenza si caratterizza come una fase particolarmente delicata: la socializzazione in qualche caso può essere veramente difficile, perché ciò che noi siamo non è sempre bene accettato dai nostri coetanei. E allora ecco che possiamo ritrovarci ad essere presi in giro, in classe ma anche su Whatsapp, possiamo essere insultati per qualcosa che agli altri non piace o che vedono come “strana” o, peggio, “da sfigati”. Possiamo, ancora, essere esclusi dalle chat o dai discorsi dei nostri compagni, possiamo essere informati che qualcuno parla particolarmente male di noi.

A questo punto dobbiamo porci una domanda: tutto questo fa parte del nostro essere adolescenti, del nostro processo di crescita o c’è qualcosa di più? Inizia a farsi strada dentro di noi la parola “bullismo” (o cyberbullismo, nella sua forma più evoluta), ma attenzione: questa parola va usata con molta cautela!

Di bullismo, infatti, possiamo parlare in casi estremi, purtroppo non rari, sui quali bisogna assolutamente intervenire. E allora, ti chiederai, come posso capirlo?

Sei probabilmente vittima di bullismo se, pensando ad una situazione difficile che stai vivendo con i tuoi coetanei, ti ritrovi in tutte e tre queste opzioni:

  1. Chi vuole farti del male (fisicamente, verbalmente, o indirettamente, cioè escludendoti) lo fa con intenzionalità, cioè lo fa apposta;
  2. queste situazioni di cui sei vittima riguardano la stessa persona (o le stesse persone) e si ripetono diverse volte nel tempo: non è bullismo se succede una volta sola, ma se i fatti avvengono ripetutamente, allora sì, può trattarsi di bullismo!
  3. Se non riesci a reagire perché ti senti debole e impotente o comunque non in grado di rispondere, se soffri per queste aggressioni (fisiche, verbali o indirette) e pensi di non poter fare niente, anche per paura di conseguenze più gravi, allora forse sì, può trattarsi di bullismo!

A questo punto cosa fare? Sicuramente ti sentirai solo e penserai che nessuno può aiutarti, ti senti tradito, dai compagni e anche dagli adulti, che spesso purtroppo non si accorgono (o purtroppo a volte fingono di non accorgersi) che qualcosa non va. 

Per questo la L. 71/2017 ha pensato di istituire a scuola una figura nuova, quella del “Referente per la lotta e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo”, il quale ha il dovere, insieme al Dirigente Scolastico, agli insegnanti, allo psicologo della scuola, di vigilare su queste situazioni particolari e aiutarvi entrambi, perché ricorda: anche il bullo che ti opprime è in difficoltà e anche lui deve essere aiutato!

Perciò, se sei in una situazione di questo tipo non esitare a prendere contatti con chi è pronto a darti una mano…

Insieme possiamo cambiare!

a cura di Maria Grassetti, referente per la scuola per il contrasto al bullismo e cyberbullismo

Montaggio di Alessandro Sangermano (1^E): “Ho deciso di montare questo video per un ragazzo, Alessandro Pau. Alessandro è un giovane cantante di Porto Sant’Elpidio a cui serviva aiuto per il montaggio. Ci siamo messi d’accordo su instagram, e il giorno stesso ci siamo conosciuti e abbiamo montato questo video insieme. I motivi per cui Alessandro ha deciso di trattare questo argomento sono i dati allarmanti mostrati a fine video. Io ho deciso di dargli una mano perché mi sembrava giusto sensibilizzare su un argomento simile e far arrivare questo messaggio a più persone possibili”
#Mai più bullismo – Soggetto di Alessandro Pau
Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Una scuola de lonh

«Lanquan li jorn son lonc e May
M’es belhs dous chans d’auzelh de lonh,
E quan mi suy partitz de lay
Remembra’m d’un’amor de lonh»
(Jaufré Rudel, Lanquan li jorn son lonc e May)

L’amor de lonh era quell’amore “da lontano”, che tanto andava verso il XII secolo. In questi giorni di distanza fisica, dai miei studenti, lo penso spesso. E penso spesso a come lo tradusse uno di loro: “Professore’, l’amore alla Vincenza: lui la ama ma lia non ce penZa, come me dice mi’ nonna!”.

In realtà ci pensiamo.
Ci pensiamo più in questi giorni di non-scuola, che in quelli di regolare attività. Ci pensiamo a tutte le ore, notte compresa, perché le chat di whatsapp non vanno a dormire. Ci pensiamo ridendo, perché di ridere abbiamo tutti bisogno, e giochiamo sui ruoli: – “Prof., perché  ci perseguita”
– “Perché sto a casa e mi annoio”.
Ci pensiamo perché avevamo iniziato a fare delle cose, e non ci fermiamo.
Un concorso fotografico, avevamo iniziato, sul paesaggio –  e  lo portiamo avanti. E ci scambiamo foto dalle finestre di casa nostra, e così adesso scopriamo anche dove abitiamo, e che il salotto della professoressa è disordinatissimo (“la prossima volta che ci dice che se non mettiamo a posto i banchi Lei non entra in classe…”: perché abbiamo tutti bisogno di parlare di quando ci rientreremo, in classe). E sarà un paesaggio visto da dentro, ma è sempre un paesaggio.

E le giornate trascorrono così,  e io imparo da loro come si fa una foto 16:9, e loro leggono Pirandello, e qualcuno mi scrive in privato che adesso lo capisce,  Leopardi che guardava di là della siepe e “non ne poteva più”.

Leggiamo “Il barone rampante” (in pdf e in podcast, perché sono giorni, anche, da farsi leggere le favole: come da piccolo, perché davanti al timore si torna tutti bambini): “è la storia di uno che decide di allontanarsi da tutti e va a vivere sugli alberi, dopo che ha visto cucinare le lumache”…
– “Prof, pure nonna le fa, le lumache!” – – “Nonna quella dell’amore alla Vincenza?”
– “No, quell’altra!”.
Viva le nonne, tutte.

Sento qualche genitore, ogni tanto: mi ringrazia, ci chiediamo come va, se il figlio è sereno. Domandano a me, i genitori, se sono serena – e rispondo che sì,  lo sono.

Passerà,  ci avrà cambiati, dovremo scoprire e capire quanto, e come. Dovremo elaborarlo tutti insieme, in classe, perché torneremo in classe, insieme.

Per ora stiamo insieme lo stesso, in questo modo che è nuovo.
Una scuola de lonh. 

a cura della professoressa Guendalina Casasole

Pubblicato in Macerata, Noi siamo Virali! | Contrassegnato , | Lascia un commento

La scuola italiana: il vecchio che avanza

Ci è stato chiesto, discente e docente, di confrontarci sulla questione della (postpost)modernità della scuola italiana: nuove tecnologie,  nuove prassi didattiche. Lo abbiamo fatto, in questi giorni di apparente stasi, tra una telefonata e un messaggio whatsapp. Poi, al momento di collazionare il tutto… ci siamo accorti che nessuno dei due possiede un computer! 😂 

Buona lettura!

Zacaria Nessassi (studente) 

Si sente spesso parlare del bisogno di “modernizzare” o perlomeno migliorare il sistema scolastico italiano in modo da adattarsi allo standard  europeo, in quanto il nostro risulta oramai “obsoleto”.

A testimoniare la nostra arretratezza sono i numeri della “Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione Italia”, elaborato dalla Commissione europea. L’Italia spende meno degli altri Paesi Ue e ottiene risultati peggiori. Per questo, ma non solo, rischia di perdere un milione di studenti nei prossimi dieci anni: passando da 9 a 8 milioni totali (fonte Eurostat).

Arginare questo divario pare sia possibile attraverso una evoluzione nelle attività scolastiche. 

Per riuscire in questo cambiamento un passo importante sarebbe mirare di più allo sviluppo delle Soft Skills

Le Soft Skills o competenze trasversali sono quelle caratteristiche personali dell’individuo che entrano in gioco quando egli risponde ad una richiesta dell’ambiente organizzativo. Questa risposta è ritenuta essenziale in ambito lavorativo. 

Le attività più famose volte all’ampliamento di queste abilità sono :

  • il dibattito: in cui, come suggerisce il nome, si creano 2 gruppi nella classe, il gruppo 1 sostiene una tesi mentre il gruppo 2 ne sostiene l’antitesi. Facendo ciò si sviluppa la competenza argomentativa, tema centrale dell’Esame di Stato. 
  • Classe capovolta: in cui le lezioni vengono svolte per conto proprio a casa, e i compiti con l’insegnante in classe. Facendo ciò si sviluppano invece le competenze di problem solving e di team management

Quindi il primo passo per migliorarsi sarebbe aggiungere più attività possibili finalizzate all’accrescimento di queste abilità. 

Un’altra problematica del nostro sistema è che alcuni soggetti non sono in grado di esprimersi al meglio nel contesto scolastico così com’è ora. 

Utilizzando lo stesso metodo proposto sopra, ovvero l’implemento di nuove attività, si potrebbe ovviare al problema facendo in modo che queste attività mettano il soggetto in condizione di sentirsi a proprio agio. 

Un esempio lampante è l’università in cui sono presenti diversi fattori volti a far sentire l’alunno a proprio agio. 

In conclusione devo dire che la cosa più assurda di questa questione è che l’avanzamento dei metodi di insegnamento alternativi è frenato principalmente dallo Stato, Il quale non stanzia abbastanza fondi per la formazione degli insegnanti.

Il che risulta un po’ insolito visto che esso sarebbe il primo a beneficiare di un’evoluzione del settore. 

Guendalina Casasole (docente) 

Mi fa sempre un po’ sorridere quando sento parlare di nuove tecnologie, nuove strategie, la didattica italiana. Appartengo a quella generazione di insegnanti che è stata formata alla flipped classroom, al debate, al multimediale, e poi è entrata in aule senza neppure il pc per firmare il registro elettronico. Con i soffitti affrescati, magari, ma senza WiFi. Nel 2017 la Finlandia investiva il 6,2% del PIL: l’Italia il 4%. Meno della Grecia (4,3%), per intenderci. Non è comunque solo una questione di stanziamenti. Ci sono di mezzo spaccati sociali dei quali non si vuole, o non si sa, tenere conto – che vanno dalla formazione del corpo docente alle reali possibilità di quello studentesco, di corpo, di fruire di un certo tipo di scuola. Vengo da una famiglia in cui tutti, da mio nonno a mia nipote, abbiamo fatto il Classico. Mi sono abilitata per insegnare latino e italiano nei licei, e ci ho insegnato. Ho scelto di  passare a Lettere negli Istituti Professionali. Senza presunzione, posso dire che sono mondi diversi,  “mestieri” differenti: non si può parlare di una didattica standard, generalizzata, che vada bene per tutti i ragazzi, per tutte le storie, per tutte le discipline, le famiglie, le tasche. E invece la scuola italiana tende a plasmarsi sul liceo: la prima prova dell’Esame di Stato, le Invalsi, ne sono un esempio lampante. In questi giorni, segnati dalla chiusura per il Covid 19 degli istituti di tutto il territorio nazionale, è partito il tam-tam della “didattica a distanza”…

Per me la didattica è relazione. È presenza. Nello stesso spazio, nello stesso momento.

È un tono di voce, una battuta, lo sguardo di quello che si è perso dietro ai suoi pensieri e che devo riportare tra noi.

Poi c’è la questione della valutazione.

Nella quale credo poco, pochissimo. Mi hanno insegnato che “la media non è matematica, ma formativa”. Al di là  di tanti bei discorsi, viviamo in un sistema in cui un numero determina l’accesso ad un concorso, ad una borsa di srudio, ad una facoltà. E allora diamoli, ‘sti numeri. Nella realtà, credo che i semi attecchiscano, o muoiano, a prescindere dal nostro stare a misurare la piantina ogni giorno. Fosse per me, io passerei il tempo a raccontare ai miei alunni le cose che mi piacciono, che amo. A raccontarle, sì – e a farmi interrompere da loro, a rispondere, a cercare insieme una risposta. O più risposte, anche discordanti. Ad ascoltare i loro, di racconti. Con la LIM, a voce, sul Quaderno Di Italiano: non è questo, che conta.

La cultura,  la crescita (anche del docente!), l’acquisizione di competenze, sono vicende dell’uomo: il germoglio spunta. Non lo vedi oggi, non lo vedrai forse neppure tra cinque anni: ma se hai seminato, in qualunque modo,  spunta.Per me la didattica è relazione. È presenza. Nello stesso spazio, nello stesso momento.

a cura di Zacaria Nessassi (4^G), Prof.ssa Guendalina Casasole

Questo articolo è stato ispirato dalla trasmissione televisiva Presa diretta e in particolare dalla puntata intitolata Cambiamo la scuola andata in onda su RAI3 il 28 febbraio 2020. Consigliamo a tutti e a tutte di vederla, perché comunque la si pensi, fa discutere e il confronto è il modo migliore per mettere in moto il cambiamento.

Presa diretta, Cambiamo la scuola, RAI 3, 28 febbraio 2020
Pubblicato in Macerata, Notizie dal mondo, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Recipes for culture: laboratorio per il dialogo interculturale

“…Il cibo è cultura, quando si produce,

quando si prepara, quando si consuma… 

è un fortissimo fattore identitario ed è un veicolo di scambi. 

La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. 

La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente…

Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono…” 

(Massimo Montanari, “Il riposo della Polpetta”, Ed. Laterza)

All’IPSIA “F Corridoni”, è cosa nota, si impara facendo! E il dialogo, l’amicizia, l’apprendimento nascono tra i banchi e pure… tra i fornelli! 

Prendendo spunto da un antico proverbio arabo che recita “Non conosci realmente una persona finché non mangi con lei”, abbiamo pensato di avviare un laboratorio di conoscenza e di valorizzazione della cultura di origine dei nostri ragazzi per rivalutare la forte interconnessione che esiste tra cibo, migrazione e cultura. Il progetto intende promuovere infatti il dialogo interculturale e l’incontro tra culture diverse attraverso il “linguaggio del cibo”. Si tratta di un percorso inclusivo che pone al centro delle attività le ricette dal mondo, il cibo quale elemento di socialità, ma anche di contaminazione e di conoscenza, di crescita e di sviluppo, punto di contatto e di incontro tra le culture del mondo. Il cibo può essere una preziosa occasione di scambio delle memorie e delle generazioni, di conoscenza tra persone con storie diverse e sentimenti comuni, per allargare i propri orizzonti culturali.

Acquisire conoscenze sul cibo altrui è anche un’opportunità per riflettere sulle proprie modalità alimentari, riscoprendo radici e folklore, saperi e sapori, cultura e tradizione.

Le ricette diventano quindi il veicolo per declinare la dimensione umana globale ed universale, attraversando latitudini e trascendendo limiti spazio-temporali, per costruire ponti tra le culture.

Le ricette del dialogo

L’intercultura si fa a tavola! Gli alunni hanno scelto il piatto che meglio rispecchia la propria cultura di origine e le tradizioni della propria nazione e l’hanno presentato e condiviso, illustrandolo attraverso immagini e materiali ricercati online, descrivendo gli aspetti culturali di ciascuna ricetta, ma anche dettagliandone gli ingredienti e la preparazione, sia in lingua italiana che nella propria lingua di origine ed, infine, in inglese.

Eccoci finalmente al lavoro! Dal “Turkey Stuffed Peppers” dell’Albania, al “Dum-Pukht” Indiano, passando per il tradizionale “Chicken Basmati Rice” o il “Chicken Biryani”.

E questo è solo l’inizio di un viaggio che ci condurrà alla scoperta del mondo attraverso le nostre ricette del dialogo!

Insomma, se parliamo di intercultura e cibo – è proprio il caso di dirlo – ce n’è per tutti i gusti!

Buon appetito ragazzi!

a cura del prof. Costantino Ciccioli

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

IL PROGETTO LIFE SKILLS

Il progetto “Life Skills” introdotto all’IPSIA “F. Corridoni” prevede degli incontri settimanali di un’ora per gli alunni delle classi prime e seconde con la presenza dello psicologo dott. Marco Pascarella.

Durante questi incontri noi studenti possiamo parlare liberamente di argomenti che riteniamo di nostro interesse, tra questi l’uso di sostanze stupefacenti, il bullismo, i problemi relazionali, le conflittualità con i genitori etc. Per noi ragazzi avere questi momenti di confronto è molto utile, ci aiuta ad aprirci, a sentirci meno soli, a volte abbiamo anche la sensazione che tirando fuori i nostri problemi in qualche modo possiamo risolverli o comunque ci sembrano meno gravi.

Il progetto prevede inoltre degli incontri con i genitori in cui lo psicologo spiega in cosa consiste l’attività svolta e risponde alle domande con dei consigli per migliorare il rapporto con noi figli.

Nell’incontro che si è tenuto quest’anno nel mese di dicembre ero presente pure io, ed è capitato che di fronte ad alcune domande poste dai genitori lo psicologo mi abbia invitato a rispondere perché credeva che nessuno meglio di me potesse far comprendere la vera finalità di questa attività, visto che l’ho vissuta in prima persona.

Ad un certo punto ho portato una breve testimonianza di una mia esperienza personale sui possibili rischi collegati ad un uso inconsapevole dei social network. Una mamma che era lì presente addirittura si è commossa ascoltando le mie parole, pensando che anche sua figlia si sarebbe potuta trovare in quella stessa situazione; è stato per entrambe un momento molto emozionante tanto che alla fine ci siamo abbracciate.

Questo incontro è stato bel momento di riflessione e più in generale il progetto “Life Skills” è per noi studenti una risorsa importante che ci può aiutare a crescere migliorando le nostre capacità relazionali e comunicative con il mondo che ci circonda.

a cura di Hayla Garbuglia (2^A)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Biryani – PIATTO SPECIALE del PAKISTAN

Risultato immagini per biryani"

Riso salato con pollo

INGREDIENTI:

  • Riso basmati (o qualsiasi riso) 1 kg  
  • Pollo (1kg)
  • Olio (1 bicchiere)
  • Brodo 1 litro circa
  • Cipolla (4)
  • Pomodoro fresco (3 )
  • peperoncini
  • Yogurt (1vasetto)
  • Sale (quanto basta) .

PREPARAZIONE della RICETTA:

Prima di tutto metti un po’ di olio in una pentola con la cipolla tagliata, aspetta che diventi color oro, poi metti un po’ di pomodoro, lo yogurt, il sale e il peperoncino e fai cuocere. Dopo aver cucinato bene cipolla e pomodoro metti il riso in pentola, fai insaporire per qualche minuto, poi metti la carne di pollo e continua a cucinare a fiamma alta. Quando sia il riso che il polli sono cotti, mischia gli ingredienti e leva la pentola dal fornello.

BREVE STORIA:

Biryani con carne si mangia con i conoscenti, gli amici e i parenti. Durante il Ramadan si mangia tanto.

ڈش کا نام:بربانی

ڈش کی ضروریات: چاول، گوشت، پیاز، تیل، مرچ، نمک

ڈش کی تیاری: ا یک برتن لیں، اس میں تیل ڈالیں، تیل میں پیاز ڈالیں،اچھی طرح پکائیں

اس کے بعد اس میں ٹماٹر ڈالیں، اور بھون لیں. اس کے بعد اس میں پانی اور گوشت ڈالیں.اچھی طرح ابال لیں. پھر اس چاول ڈالیں، پکا لیں اور کھا ڈش کی خاصیت: یہ ڈش ہفتہ، اتوار اور رمضان میں کھائے جاتے.

Ricetta in italiano a cura di Ali Hasnain (1^C) / Trascrizione e traduzione in Urdu a cura di Raza Mohsin (1^C)

TOTAL TIME: 40 minutes

Ingredients for 4 portions

  • 300g basmati rice
  • 25g butter
Butter

1 large onion, finely sliced

Onion
  • 4 bay leaves (foglie di alloro)
  • 3 cardamom pods (cardamomo)
  • small cinnamon stick (cannella)
  • 1 tsp turmeric (curcuma)
Turmeric
  • 4 skinless chicken breasts (petto di pollo), cut into large chunks (pezzi-tocchi)
  • 850ml chicken stock (brodo di pollo)
  • 30g coriander (coriandolo)
  • ½ chopped
  • ½ leaves picked
  • 2 tbsp toasted flaked almonds (a scaglie).

Preparation

  1. Soak (mettere a bagno) 300g basmati rice in warm water, then wash in cold until the water runs clear;
  2. Heat 25g butter in a pan and cook 1 finely sliced large onion with 1 bay leaf, 3 cardamom pods and 1 small cinnamon (canella) stick for 10 mins;
  3. Sprinkle in 1 tsp turmeric (curcuma), then add 4 chicken breasts, cut into large chunks. Cook until aromatic;
  4. Stir (mescolare) the rice into the pan, then pour (versare) 850ml chicken stock;
  5. Place a tight-fitting lid (coperchio) on the pan and bring to a hard boil, then lower the heat to a minimum and cook the rice for another 5 mins;
  6. Turn off the heat and leave for 10 mins. Stir well, mixing through 15g chopped coriander. To serve, scatter (spargere) over the leaves of the remaining 15g coriander and 2 tbsp toasted almonds.

Further Information

There is much debate on the origins of this dish, but most agree that it came from Persia as a rustic rice-and-meat dish and then traveled to India. The various recipes of biryani were then born, mainly where there was culinary influence from Muslim foods, particularly in the city of Hyderabad, in South India, but also along the Southern coast. Biryani’s variations depend on where the dish is cooked. Some differences are subtle while others are distinguished by added or substituted ingredients. This dish is often eaten at weekends with friends and relatives, especially during Ramadan. 

versione in inglese a cura di MUHAMMAD AWAIS (2^E)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Dove vanno a finire i nostri rifiuti? di Mario Grosso e Maria Chiara Montani

Il libro di Mario Grosso e Maria Chiara Montani parla dei rifiuti e come recita il sottotitolo della scienza di riciclarli,gestirli e smaltire gli scarti.

Il volume è composto da 8 capitoli e un approfondimento finale dedicato ai miti da sfatare circa la raccolta differenziata. Lo scopo di questo lavoro è di dare delle indicazioni scientifiche sul significato del riciclare e della produzione dei rifiuti.

I due autori ci dicono che è stato grazie alla raccolta differenziata, e cioè  all’obbligo di distinguere i materiali nei vari bidoni, a ricordarci che quest’attività non è affatto banale.

Bisogna tenere presente che non tutti i rifiuti sono uguali: ad esempio all’interno della stessa famiglia delle plastiche vi sono differenze significative che si traducono in scelte di recupero diverse. Questo vuol dire che le bustine dei cracker o delle merendine sono fatti da una plastica scadente quindi sono difficilmente riciclabili: questi materiali vengono buttati e bruciati nel termovalorizzatore. Invece le bottiglie in PET o i flaconi in HDPE possono essere tranquillamente riciclati (p. 145).  

L’Unione Europea ha redatto un Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) ed ha emanato una direttiva nel 2008 che stabilisce una gerarchia di provvedimenti per il governo dei rifiuti. Il primo punto è la prevenzione, cioè la diminuzione del peso dei rifiuti prodotti nonché della loro pericolosità. Il CER scrive che “[…] il riciclo dei materiali raccolti per via differenziata; […] i trattamenti biologici per la frazione umida; quelli meccanici per l’estrazione di ulteriori materiali riciclabili; e spesso il recupero energetico dell’indifferenziato attraverso i termovalorizzatori” sono utilizzati per la produzione di energia.

La quantità di rifiuto urbano pro-capite generata in Italia ha raggiunto un picco di 1,5 kg nell 2006 in netto aumento rispetto ai decenni precedenti quindi lo smaltimento può essere un vero e proprio problema che va affrontato in modo responsabile.

Secondo gli autori la discarica è un’opzione che si presenta solo come ultima possibilità. Il libro vuole farci capire che i rifiuti non sono solo scarti ma possiamo traformarli in energia e nuove risorse così facendo salvaguardiamo il nostro pianeta.

Il capitolo che mi ha maggiormente interessato è quello intitolato Convivere con i rifiuti. Qui gli autori ci dicono che ogni persona produce rifiuti anche non volendo. Fanno l’esempio di un adolescente di nome Matteo di quindici anni che frequenta il liceo scientifico. Matteo è molto attento a riporre i rifiuti nel giusto bidone. Nonostante questo però produce dei rifiuti che non possono essere riciclati poiché quando scende dall’autobus non trova per strada i cestini per fare la differenziata così come a scuola. Quindi biglietti dell’autobus, involucri delle merendine, lattine, bicchiere del caffè delle merendine vanno a finire tutti nello stesso cestino. E Matteo per questo si sente a disagio per questo (pp. 5-16).

Ho scelto di leggere questo libro perché fino ad ora per il Blog mi sono sempre occupato di temi legati all’ambiente scrivendo diversi articoli. Leggere questo libro mi ha permesso di approfondire questi temi.

Ho trovato il libro noioso anche se si legge facilmente. Nonostante questo consiglio di leggerlo perché ci fa capire moltissime cose sui rifiuti ed è molto interessante vedere come vengono riciclati e smaltiti.

a cura di Elia Paolantoni (2^D)

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

La dipendenza nelle sue diverse forme: ne abbiamo discusso a scuola

Foto di Alfredo Moglianesi (5^C)

Lunedì 24 Febbraio presso l’aula magna dell’ I.T.C. “A. Gentili” si è tenuta la seconda assemblea d’ istituto della sede di Macerata dell’I.P.S.I.A “F.Corridoni”, alla quale ha preso parte anche il triennio della sede di Corridonia. 

Tema dell’assemblea era: “La dipendenza nelle sue diverse forme”.

La parola “dipendenza” viene infatti spesso erroneamente associata solamente a dei comportamenti  o ad azioni palesemente dannose, quando invece definisce ogni alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine, diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere. 

Per far sì che l’assemblea risultasse il più coinvolgente e formativa possibile si è ricorsi a due ospiti:

–  Tenente D’Antonio, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile, che ha partecipato  attraverso il progetto “Cultura della legalità”,  affrontando la problematica dei risvolti sociali connessi alle dipendenze. 

Foto di Alfredo Moglianesi (5^C)

– Dott. Lorenzo Brocchini, il quale ha invece  illustrato ai presenti i tipi di dipendenza e le motivazioni che si celano dietro di essi.  

Foto di Alfredo Moglianesi (5^C)

Sono state inoltre proiettate video-interviste sul tema, registrate in precedenza nella sede di Macerata, con la partecipazione di docenti ed alunni. 

Si ringraziano:

l’istituto I.T.C. “A. Gentili” e la D.S. del suddetto Roberta Ciampechini per l’accoglienza. 

Il D.S. dell’ I.P.S.I.A  “F. Corridoni” Francesco Giacchetta. 

La professoressa Guendalina Casasole per la supervisione e l’organizzazione dell’assemblea. 

Il comitato di sorveglianza delle 2 sedi. 

La classe 4^G della sede di Macerata per l’organizzazione e le videointerviste, in particolar modo Lorenzo Ramaglia per il montaggio

a cura di Zacaria Nesassi (4^G)

Interviste realizzate dalla classe 4^G dell’IPSIA “F. Corridoni” – sede di Macerata
montaggio di Lorenzo Ramaglia
Pubblicato in Corridonia, Macerata, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Quando l'aiuto non aiuta

Il corso di studi Servizi per la Sanità e per l’assistenza sociale ci prepara a fare un lavoro di aiuto.
A scuola stiamo analizzando le modalità con cui poter attivare una relazione di aiuto efficace.

Siamo partiti dalla nostra esperienza, ci siamo confrontati e abbiamo scoperto che spesso chi aiuta  commette senza saperlo degli errori.
Ti è mai capitato di essere in difficoltà, essere arrabbiato o triste o altro ancora e chi voleva aiutarti ha scatenato in te invece una reazione opposta e ti sei chiuso ancora di più?
Ecco, allora la persona che voleva aiutarti ha messo in atto quelle che Gordon ha individuato come le 12 barriere della comunicazione.

Spesso e tragicamente quando vorremmo aiutare qualcuno in difficoltà  facciamo e diciamo cose che vanno nella direzione opposta.
Perché?

Perché invece di accogliere quello che l’altro sta vivendo e essergli semplicemente accanto, noi mandiamo messaggi di disconferma o rifiuto: 

“quello che stai vivendo non è  giusto”

“tu stai sbagliando “

“no, questo non è  un problema”

Inoltre la persona in difficoltà  ha un carico emotivo così  forte da non essere disponibile a ragionamenti.
Ecco allora  tutte le cose da non fare:

  • Dare ordini, comandare, esigere
  • Minacciare, avvertire, mettere in guardia
  • Moralizzare, rimproverare, fare la predica
  • Offrire soluzioni, consigli
  • Argomentare, redarguire
  • Giudicare, criticare
  • Fare apprezzamenti, manifestare compiacimento
  • Ridicolizzare, etichettare
  • Interpretare, diagnosticare
  • Rassicurare, consolare
  • Fare domande, investigare, indagare
  • Distrarre, minimizzare

Per sensibilizzare su questi  ostacoli della comunicazione abbiamo realizzato il video L’aiuto che non aiuta.

Per sensibilizzare su questi  ostacoli della comunicazione abbiamo realizzato il video L’aiuto che non aiuta.

E tu quale barriera metti in atto più  spesso?
Per sapere cosa fare PER AIUTARE rimanete sintonizzati!

Al prossimo video!

a cura della classe 1 A

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Circuiti, cablaggi e montaggi: ecco perché ho scelto di diventare un operatore elettronico

Sono uno studente dell’IPSIA di Corridonia del settore elettronico.

La prima domanda alla quale voglio rispondere è perché ho scelto questa scuola. Sinceramente  in un primo momento l’idea era quella di iscrivermi all’istituto alberghiero finché un giorno, durante l’orientamento, la mia idea cambiò totalmente. Il professore insieme agli alunni ci mostrarono cosa facevano e l’idea di creare circuiti e realizzare progetti, come ad esempio una miniatura di uno stadio con tutta l’illuminazione corrente, mi è piaciuta.

Frequentando questa scuola ho scoperto che il mondo dell’elettronica è molto vasto e questa materia, siccome è in continuo sviluppo, evolve molto rapidamente: non si finisce mai di studiare e di imparare.

In questo istituto ci sono 4 laboratori di elettronica. Uno di questi serve entrare in contatto con le misure elettroniche e sperimentare i circuiti realizzati in logica programmata e cablata.

Gli altri 3 laboratori servono per il cablaggio ( montaggio e messa a punto di circuiti elettronici) e in esso troviamo dei banchi da lavoro da 2 postazioni: ogni postazione è costituita da cassetti, saldatore e prese della corrente. Qui abbiamo la possibilità di imparare ad utilizzare molti attrezzi come pinze, tronchesi, spella fili e giraviti, oltre a strumenti elettrici come tester, alimentatori, generatori di funzioni, oscilloscopio ecc.

Nel piano dei laboratori troviamo anche un laboratorio di informatica dove realizziamo con un programma di simulazione – multisim – i circuiti. Una volta realizzato il funzionamento con un altro programma, chiamato circad, progettiamo il circuito stampato.

Sono molto contento della scelta fatta e spero che tutto quello che sto imparando mi servirà per trovare un lavoro dopo il diploma.

a cura di Alex Piselli e Riccardo Iommi (3^E)

Video realizzato dal Prof. Flavio Donati con gli studenti del 3^E – a.s. 2019/2020

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Lo sai che Eures ti può aiutare? Un incontro per orientarsi nel mondo del lavoro in Europa

Venerdì 7 gennaio, noi alunni della IV E e della V C  dell’IPSIA “Filippo Corridoni” di Corridonia, ci siamo recati presso la sede locale della CGIL per assistere ad una conferenza relativa alle possibilità di lavoro all’estero.

Le classi interessate si sono trovate a scuola per poi recarsi a Piediripa, accompagnati dalle professoresse Barbara Orlandi, Paola Montemarani e dal professore Alberto Mochi.

L’incontro con i rappresentanti NIDIL e con la relatrice Sabina Riatti (Consulente EURES – PES – Regione Marche – European Employment Service) si è protratto per l’intera mattinata e si è rivelato estremamente interessante per le prospettive di lavoro presentate.

Noi alunni siamo venuti a conoscenza della piattaforma dell’EURES, che è una rete di cooperazione creata per agevolare il libero movimento dei lavoratori nei 28 paesi dell’UE, oltre che in Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

La rete  EURES si rivolge alle persone in cerca di occupazione e permette loro, attraverso un semplice inserimento di dati, di trovare un impiego; allo stesso tempo permette ai datori di lavoro di assumere personale in tutta Europa, in modo controllato e assolutamente trasparente.

Essendo prossimi al diploma, molti di noi si interrogano sul percorso lavorativo da intraprendere dopo la scuola e l’opportunità di un lavoro fuori dall’Italia  è sicuramente una opzione da tenere in considerazione, magari anche solo come esperienza di qualche anno.

a cura di Michele Milozzi (4^E)

per un ulteriore approfondimento vedi anche Un’opportunità di lavoro all’estero: un incontro in CGIL

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Un sabato emozionante: premi, riconoscimenti e un nuovo laboratorio all'IPSIA

Sabato 15 febbraio 2020, c’è stata una giornata particolarmente importante per la nostra scuola: ha avuto luogo l’inaugurazione del nuovo laboratorio di meccanica e la consegna di diversi attestati.

La giornata è iniziata con l‘intervento del dirigente scolastico, professor Francesco Giacchetta, che ha ringraziato le personalità intervenute. 

Inoltre, il Preside ha dichiarato di sentirsi inadeguato a rappresentare una scuola come l’IPSIA “F. Corridoni” che vanta una storia secolare.

Nel suo intervento il Preside ha sottolineato la crisi che stanno vivendo le scuole professionali dovuta al calo delle iscrizioni. Il Preside si è detto meravigliato di questo dato per due ragioni: le aziende sono continuamente alla ricerca di operai specializzati e il numero degli studenti che trovano lavoro una volta diplomati in un istituto professionale è molto elevato.

Dopodiché il preside ha lasciato la parola, al Presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari .

Il Presidente ha parlato dei problemi della sede di Macerata assumendosi l’impegno a risolverli quanto prima. Poi ha ricordato che le nostre imprese hanno bisogno di operai qualificati necessari per la produzione e per la ripresa economica dei nostri territori. Si è rivolto ai ragazzi e alle ragazze presenti invitandoli a godersi la gioventù. Poi si è commosso ricordando l’ex preside Giovanni Soldini che era un uomo del fare, capace di lasciare un segno in tutti coloro che incontrava. A questo punto, ha preso la parola il sindaco di Corridonia, Paolo Cartechini,  che ha ricordato con altrettanta commozione Giovanni Soldini.

Il sindaco, prima di lasciare la parola a Giusy Luciani del Gruppo Meccaniche Luciani, ha ricordato quanto sia importante la presenza di una scuola come l’IPSIA per la città di Corridonia.

Giusy Luciani ha richiamato l’attenzione dei ragazzi e delle ragazze sul mondo del lavoro spiegando loro cosa significa lavorare in un’azienda all’avanguardia come il Gruppo Meccaniche Luciani. L’azienda ha donato dei macchinari alla scuola per formare i futuri operai specializzati: infatti presso questa impresa, leader del settore sia meccanico che calzaturiero, non ci sono operai generici.

La nostra scuola, secondo Luciani, è un importante riferimento per le aziende del territorio.

Prima di passare alle premiazioni, poi è intervenuto il figlio di Giovanni Soldini, Francesco, che ha invitato i ragazzi e le ragazze a cogliere tutto ciò che la vita offre: “abbiate consapevolezza” ha detto “e rispettate i ruoli, perché essere consapevoli vi permette di poter fare delle scelte in libertà”.

Poi il preside ha fatto vedere il video realizzato dalla redazione del Blog per raccontare i progetti grazie ai quali la scuola manda gli studenti e le studentesse in giro per l’Europa . Di seguito sono stati consegnati gli attestati e il premio istituito in memoria di Giovanni Soldini.

Gli attestati sono stati consegnati agli studenti  che hanno conseguito il PET nell’anno scolastico 2018/2019, a quelli che hanno partecipato al progetto intercultura, a quelli che hanno ottenuto una borsa di studio nell’ambito del  progetto Goals for future finanziato dal programma Erasmus Plus

Il vincitore del Premio “G. Soldini”, che vuole gratificare studenti che si sono distinti non solo per il profitto ma anche per il comportamento, è stato assegnato a Nessassi Zaccaria, rappresentante di Istituto, della classe 4G della Sede di Macerata. Grazie a questo riconoscimento, Nessassi potrà partecipare gratuitamente allo Stage linguistico in Inghilterra. 

Gli studenti che hanno ottenuto il PET nell’a.s. 2018/2019 sono stati: Selimaj Denada, Gabriel Obude, Michele Milozzi, Edoardo Mariotti, Claudio Calvigioni, Lorenzo Boduri, Simone Paolucci, Daniele Ortenzi, Zacaria Nessassi, Umar Balde Alpha.

Per la partecipazione al progetto “Goals for Future”: Nicole Paccapelo, Irene Renzi, Stephan Foti, Gioele Bozzelli, Edoardo Mariotti.

Per la partecipazione al progetto Intercultura: Paola Properzi, Laura Bertolone, Elisa Carletti, Isabelle Mignani, Milena Rossi, Ester Brillarelli, elena Bartolini, Marco Cintio, Andrea Trentanni, Alessandro Fiorelli, Paolo Romagnoli.

Maria Pia Branchesi consegna il Premio “G. Soldini” a Zacaria Nessassi

L’ultima tappa della giornata è stata l’inaugurazione del nuovo laboratorio di meccanica all’interno del quale ci sono: una macchina utensile a controllo numerico a 3 assi, con magazzino utensili di 5 postazioni,  un digitalizzatore ottico e un tastatore sensitivo. Tutti questi macchinari sono stati concessi da Gruppo Meccaniche Luciani. Ad allietare l’inaugurazione anche un ricco buffet preparato dai ragazzi e ragazze che partecipano al progetto cucina.

Per noi del blog è stata una mattinata piacevole e faticosa allo stesso tempo.

a cura di Giovanni Coccia e Elia Paolantoni (2^D)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Oientamento in uscita: Conferenza di Orientamento militare

L’11 febbraio, nell’ambito delle attività promosse per l’orientamento in uscita, le classi 4 e 5 delle sedi di Corridonia e Macerata hanno incontrato i militari dell’esercito italiano che hanno illustrato il percorso per l’arruolamento e la carriera militare (Ufficiali, sottufficiali, Volontari in ferma prefissata di uno e di quattro anni).

L’incontro, promosso dall’USR Marche d’intesa con i Comandi militari regionali, (Progetto A1.2_PN1920_01 Forze Armate. Conferenze di Orientamento militare) intende potenziare le giornate di formazione per l’orientamento militare.

Durante l’incontro, i militari hanno illustrato le attività delle Forze Armate e le prospettive lavorative al termine del percorso di studio.

Grande l’interesse e la partecipazione degli alunni che hanno approfondito l’argomento con interessanti domande e interventi.

a cura di La Presidenza dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , | Lascia un commento

La scuola come spazio di riflessione

Si presenta pura, purificatrice ed ugualitaria. Riguarda tutti. Indistintamente. Nessuno è esente da un ragionamento su di essa. È la violenza. A tal proposito presuppone una riflessione di matrice antropologica. Il dibattito non può esser ricondotto, inoltre, in un’orizzonte meramente dicotomico tra carnefice e vittima, ad una questione partigiana, di tifo. Non si può fare perché presupporrebbe una banalizzazione che vedrebbe noi stessi autoassolverci e annoverarci tra le fila dei giudici, dei buoni, di quelli che sono dalla parte del giusto. Non è così.

Questi sono i presupposti da cui il professor Angelo Ventrone (Università di Macerata) è partito per una lezione intitolata “Perché la violenza? La faccia oscura della modernità”. La conferenza, che ha avuto luogo presso l’Aula Magna dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia l’8 febbraio, ha posto tematiche storiche e filosofiche molto impegnative sotto la lente di ingrandimento.

Il Dirigente Scolastico Francesco Giacchetta ha fatto gli onori di casa, il prof. Mauro Vecchietti ha svolto il ruolo di moderatore, riuscendo a sottolineare gli aspetti più interessanti e a stimolare l’attenzione degli alunni.

Partendo dall’esperimento Milgram fino all’eugenetica, il professor Ventrone ha messo in evidenza un percorso storico che mette in relazione eventi differenti come la Shoa e le Foibe raggruppandoli sotto un unico comune denominatore. Descrivendo il programma nazista di eutanasia Aktion T4 che, sotto responsabilità medica, prevedeva in Germania la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali si è passati alle analisi del sociologo Bauman su come sia stato possibile un massacro razionale di quella portata, passando al ricordo delle Foibe come altro fenomeno di pulizia etnica che ricordiamo ogni anno il 10 febbraio.

Una giornata importante quella di oggi che ha avuto la pretesa di far entrare tematiche complesse che stimolano alla riflessione nelle aule di scuola. Un progetto ambizioso. Per questo va il nostro ringraziamento all’amministrazione comunale che ha creduto nell’iniziativa sintetizzata in una serie di conferenze del prof. Ventrone (tra cui quella nella nostra scuola) ed una mostra “Angoli di cielo” di Riccardo Garbuglia. I ringraziamenti, da parte degli alunni e dei docenti, vanno inoltrati al prof. Ventrone, al Preside e a tutta l’Ipsia “F. Corridoni” che si è trovata puntuale all’appuntamento con la storia.

a cura di Mauro Vecchietti

Per chi volesse approfondire il tema della “Giornata del Ricordo” rimandiamo ai seguenti articoli:

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , | Lascia un commento

NON POSSIAMO DIMENTICARE

Gli studenti della sede dell’IPSIA “F. Corridoni” di Civitanova Marche, durante l’anno scolastico 2018/19, hanno partecipato al Consiglio comunale aperto in occasione del “Giorno del ricordo” presentando un lavoro multimediale in memoria delle vittime delle Foibe.

Il filmato è stato progettato e realizzato dagli studenti della classe 3^I in qualità di videomakers, ma per la riuscita del lavoro sono stati fondamentali gli studenti delle altre classi che hanno prestato la loro voce. Inoltre i professori Silvano Andreas Ranieri, Licia Cecchini, Roberto Gatta e il regista Francesco Marconi, esperto esterno individuato dalla nostra sede, hanno dato un grandissimo contributo.

Per l’editing del filmato sono stati utilizzati programmi come Sony Vegas e Adobe Premiere Pro.

Nel video è stata inserita anche una canzone il cui testo è stato scritto dal prof. Ranieri e la cui musica è stata composta dal prof. Gatta.

La presentazione è stata effettuata presso il liceo IIS “Leonardo da Vinci”, in data 10 Febbraio 2019 da una rappresentanza di studenti della nostra scuola. I rappresentanti della giunta comunale presenti all’evento si sono complimentati per il nostro lavoro.

Partecipare a questa manifestazione è stata un’esperienza interessante perché ci ha permesso di approfondire meglio una pagina oscura della storia che non possiamo dimenticare.

Video realizzato dagli studenti della classe 3^I dell’IPSIA “F. Corridoni” sede di Civitanova Marche, a.s. 2018/2019 – Regia di Francesco Marconi – Canzone scritta dal prof. Ranieri – Musica composta dal prof. Gatta

A breve il resoconto della conferenza tenuta dal professor Angelo Ventrone (Università degli studi di Macerata) l’8 febbraio 2020 presso l’Aula Magna della sede di Corridonia. L’incontro, moderato dal professor Mauro Vecchietti, ha visto la partecipazione delle classi 1^A; 5^A; 5^B; 5^C; 4^B e 4^C.

 

Pubblicato in Civitanova Marche, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , | Lascia un commento

Indirizzo Socio-sanitario: perché sceglierlo e perché iscriversi!

Per comprendere qualcosa in più di quelle che sono le sensazioni dei ragazzi iscritti all’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale abbiamo fatto loro alcune domande. Ecco le risposte:

  • Perché hai scelto l’indirizzo socio-sanitario?

La maggioranza degli intervistati ha scelto questo percorso perché lo ritenevano adeguato alle proprie capacità e aspettative. Altri invece lo hanno scelto perché offre un buon diploma che può essere utile per un futuro lavoro. Altri ancora hanno compiuto questa scelta per questioni pratiche come ad esempio la vicinanza alle loro abitazioni.

  • Come ti sei informato?

Alcuni si sono informati tramite amici o parenti che hanno già frequentato questo indirizzo. Altri invece sono venuti alle giornate di ‘’scuola aperta ‘’ ed hanno potuto vedere le aule e i laboratori ma soprattutto parlare con i professori per farsi un’idea delle materie di studio e di come si svolgono le lezioni.

  • Sei soddisfatto della scelta compiuta?

La maggior parte dei ragazzi intervistati hanno detto di essere soddisfatti del percorso scelto sia per le attività svolte sia per le opportunità professionali.

  • Cosa miglioreresti nel tuo percorso di studi?

Alcuni vorrebbero migliorare l’organizzazione delle attività dando più spazio alle ore di laboratorio e alle esperienze di stage, altri invece vorrebbero ambienti e aule più accoglienti e moderni.

  • Qual è il punto di forza di questa scuola?

Il punto di forza di questa scuola è soprattutto il rapporto con i professori perché la maggior parte sono pazienti, disponibili e attenti alle esigenze degli studenti. Un altro punto di forza riguarda le diverse attività laboratoriali e progetti in cui ciascuno può esprimere la propria personalità e creatività.   

a cura di Mbow Khadidiatou (2^A)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Schindler's List (1993)

Il film racconta la vera storia dell’imprenditore tedesco Oskar Schindler, che nella Cracovia appena occupata dalla Germania nazista decide di aprire una fabbrica. Con l’invasione della Polonia, infatti, gli Ebrei devono essere registrati e schedati, e Schindler può dunque contare su manodopera a basso costo per produrre pentole per l’esercito tedesco.
Il fine dell’imprenditore è il guadagno, ma grazie a lui centinaia di ebrei possono godere di privilegi sconosciuti a coloro che invece sono stati deportati nei campi di concentramento. Nonostante ciò, con la costruzione di un nuovo campo di sterminio viene dato l’ordine di uccidere gli Ebrei.

Oskar Schindler nella sua fabbrica inizia a produrre munizioni non funzionanti per ostacolare i nazisti.
La guerra si conclude con il crollo del nazismo, e Schindler, ufficialmente membro del regime, è costretto a scappare per sfuggire ai russi. Prima di partire i suoi operai lo ringraziano e gli affidano una lettera in cui sono descritti tutti i gesti compiuti per assicurare loro la salvezza e un anello fatto da loro. Schindler è commosso e rimpiange di non aver fatto di più per evitare l’orrore. Nell’epilogo alcuni ebrei sopravvissuti all’Olocausto e i loro attori posano delle pietre sulla sua tomba, come da usanza ebraica.

Il film è stato girato da Steven Spielberg, premiato come uno dei migliori film americani di tutti i tempi. Uscito nelle sale nel 1993, vinse ben 7 Premi Oscar. Uno degli elementi che colpisce immediatamente di Schindler’s List è la scelta di utilizzare il bianco e nero.

Dopo aver visto questo film ho provato una forte emozione e vi consiglierei moltissimo di vederlo per comprendere le crudeltà subite dagli ebrei durante il regime nazista.

a cura di Elia Paolantoni (2^D)

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

BOHEMIAN RHAPSODY (2018)

Bohemian Rhapsody è un film del 2018 diretto da Bryan Singer . La pellicola ha come protagonista Rami Malek nel ruolo di Freddie Mercury. Il film è ambientato negli anni 70 e racconta la storia dei primi quindici anni dei Queen.

La storia di Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury,inizia con il gruppo degli Smile composto dal chitarrista Brian May e dal batterista Roger Taylor; a loro si unisce in seguito il bassista John Deacon e cosi si forma il gruppo il rock dei QUEEN che tutti conoscono.

Il film Bohemien Rhapsody è un bel film musicale, con un’ottima regia, una scenografia buona e un bel montaggio. Ottima è l’interpretazione degli attori, su tutti spicca la recitazione di Rami Malek, bravissimo nel ruolo del leader dei Queen.

Ottimo è anche come è stata orchestrata la musica all’interno delle scene.

La scena più bella secondo me è quella del concerto di beneficenza Live Aid perché è stata completamente ricreata.

VOTO FILM: 7,5

a cura di Leonardo Toscana (3^E)

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Siate farfalle che volano sopra i fili spinati

“Eravamo solo giovani, ma sembravamo vecchie, senza sesso, senza età, senza seno, senza mestruazioni, senza mutande. Non si deve avere paura di queste parole perché è così che si toglie la dignità a una donna.”

Da Repubblica.it: Pubblichiamo un estratto del discorso che la senatrice a vita Liliana Segre ha tenuto al Parlamento europeo di Bruxelles

Comincio con il ringraziare l’amico David Sassoli che mi ha invitato qui oggi. Non posso nascondere l’emozione profonda nel vedere le bandiere colorate di tanti Stati affratellati in questo Parlamento dove si parla, si discute e ci si guarda negli occhi. Alla giornata del 27 gennaio a volte è stata data un’importanza che in fondo non c’è. Auschwitz non è stata liberata quel giorno. Quel giorno l’Armata Rossa vi è entrata ed è molto bello il discorso che fa Primo Levi ne La Tregua dei quattro soldati russi che non liberano il campo perché i nazisti erano già scappati, ma si trovano di fronte a questo spettacolo incredibile. Uno spettacolo più tardi incredibile per tutti coloro che lo vollero guardare, mentre qualcuno non lo vuole vedere nemmeno adesso e dice che non è vero. Si tratta dello stupore per il male altrui.

Queste sono le parole straordinarie di Primo Levi e che nessun prigioniero di Auschwitz ha mai potuto dimenticare. Il 27 gennaio avevo 13 anni ed ero operaia schiava nella fabbrica di munizioni Union. Di colpo arrivò il comando immediato di cominciare quella che venne chiamata “Marcia della morte”. Io non fui liberata il 27 gennaio dall’Armata Rossa, facevo parte di quel gruppo di più di 50 mila prigionieri ancora in vita obbligati a una marcia che durò mesi.

Quando parlo nelle scuole dico che ognuno nella vita deve mettere una gamba davanti all’altra, che non si deve mai appoggiare a nessuno perché nella “Marcia della morte” non potevamo appoggiarci al compagno vicino che si trascinava nella neve con i piedi piagati e che veniva finito dalla scorta se fosse caduto. Ucciso. La forza della vita è straordinaria, è questo che dobbiamo trasmettere ai giovani di oggi. Noi non volevamo morire, eravamo pazzamente attaccati alla vita qualunque essa fosse per cui proseguivamo una gamba davanti l’altra, buttandoci nei letamai, mangiando anche la neve che non era sporca di sangue.

Prima attraversammo la Polonia e la Slesia, poi fu Germania. Dopo mesi e mesi arrivammo allo Jugendlager di Ravensbruck. Eravamo solo giovani, ma sembravamo vecchie, senza sesso, senza età, senza seno, senza mestruazioni, senza mutande. Non si deve avere paura di queste parole perché è così che si toglie la dignità a una donna. Giorno dopo giorno, campo dopo campo, mi trovai alla fine del mese di aprile 1945. Quanto era lontano il 27 gennaio, quante compagne erano morte in quella marcia, mai soccorse perché nessuno aprì la finestra o ci buttò un pezzo di pane. Non fu solo il popolo tedesco, ma i popoli di tutta l’Europa occupata dai nazisti in cui abbiamo visto i nostri vicini di casa essere aiutanti straordinari dei nazisti. In Italia i nostri vicini ci denunciavano, prendevano possesso del nostro appartamento, anche del cane se era di razza. Questa parola, razza, la sentiamo ancora e allora dobbiamo combattere questo razzismo strutturale che resta.

La gente mi chiede come mai si parli ancora di antisemitismo. Io rispondo che c’è sempre stato, ma non era il momento politico per tirare fuori il razzismo e l’antisemitismo insiti nell’animo dei poveri di spirito. E poi arrivano i momenti più adatti, corsi e ricorsi storici, in cui ci si volta dall’altra parte. E allora tutti quelli che approfittano di questa situazione trovano il terreno più adatto per farsi avanti.

Quando subito dopo la guerra per caso restai viva e tornai nella mia Milano con le macerie fumanti, ero una ragazza ferita, selvaggia, che non sapeva più mangiare con forchetta e coltello, ancora abituata a mangiare come le bestie. Ero criticata anche da coloro che mi volevano bene: volevano di nuovo la ragazza borghese dalla buona educazione.

È difficile ricordare queste cose e devo dire che da 30 anni parlo nelle scuole e sento ormai come una difficoltà psichica a continuare, anche se il mio dovere sarebbe questo fino alla morte. Io ho visto quei colori, ho sentito quelle urla e quegli odori, ho incontrato delle persone in quella Babele di lingue che oggi non posso che ricordare qui, dove tante lingue si incontrano in pace. Nei campi era possibile comunicare con le compagne che venivano da tutta l’Europa occupata dai nazisti solo trovando parole comuni, altrimenti c’era solo la solitudine assoluta del silenzio. E le bandiere qui fuori di cui parlavo all’inizio mi hanno fatto ricordare quel desiderio di trovare con olandesi, francesi, polacche, tedesche e ungheresi una parola comune. In ungherese ho imparato una sola parola, “pane”. È la parola principale che vuol dire fame, ma anche la sacralità di una cosa oggi sprecata senza nemmeno guardare cosa si butta via.

Da almeno tre anni sento che i ricordi di quella ragazzina che sono stata non mi danno pace. Non mi danno pace perché da quando sono diventata nonna, trentadue anni fa, quella ragazzina che ha fatto la “Marcia della morte” è un’altra persona rispetto a me: io sono la nonna di me stessa. Ed è una sensazione che non mi abbandona.

È mio dovere parlare nelle scuole, testimoniare. Ma non posso che parlare di me e delle mie compagne. Sono io che salto fuori. Quella ragazzina magra, scheletrita, disperata, sola. E non lo posso più sopportare perché sono la nonna di me stessa e sento che se non smetto di parlare, se non mi ritiro per il tempo che mi resta a ricordare da sola e a godere delle gioie della famiglia ritrovata, non lo potrò più fare. Perché non ce la farò più.

Anche oggi fatico a ricordare, ma mi è sembrato un grande dovere accettare questo invito per ricordare il male altrui. Ma anche per ricordare che si può, una gamba davanti all’altra, essere come quella bambina di Terezin che ha disegnato una farfalla gialla che vola sopra i fili spinati.

Vignetta realizzata da Mauro Biani

Io non avevo le matite colorate e forse non avevo la fantasia meravigliosa della bambina di Terezin. Che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati. Questo è un semplicissimo messaggio da nonna che vorrei lasciare ai miei futuri nipoti ideali. Che siano in grado di fare la scelta. E con la loro responsabilità e la loro coscienza, essere sempre quella farfalla gialla che vola sopra ai fili spinati.

di LILIANA SEGRE

https://video.repubblica.it/politica/segre-al-parlamento-europeo-il-razzismo-c-e-sempre-nei-poveri-di-spirito-e-c-e-chi-ne-approfitta/352986/353555?ref=search

Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Notizie dal mondo | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Una serata per riflettere con KIWANIS CLUB MACERATA

Sabato 25 Gennaio all’Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche si è svolta la conferenza del Kiwanis Club di Macerata sui danni delle droghe.

La serata è stata organizzata dal presidente del Kiwanis Club Macerata, Lauro Cavalieri. La conferenza era dedicata ai  “Danni cerebrali da sostanze stupefacenti in età adolescenziale” .

Relatori: il dott. Paolo Perri, pediatra di Macerata, la dott.ssa Cristina Petrelli, neurologa dell’ospedale provinciale di Macerata; intervenuti: la dott.ssa Mirella Staffolani, dell’ospedale maceratese, presidente del Rotary Club Macerata, il dott. Paolo Nori, pediatra di Civitanova, il dott. Paolo Frascarelli, medico colonnello della  polizia maceratese. Presente anche una rappresentanza di ragazzi dell’istituto IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia accompagnati dalla professoressa Patrizia Papetti e dalla professoressa Paola Montemarani.

In particolare il dott. Perri ci ha sensibilizzato sui danni celebrali delle droghe leggere, mostrandoci i motivi per cui il consumo di sostanze  è cosi comune tra gli adolescenti. Poi ci ha mostrato che nell’80%  dei casi l’uso di droghe nei genitori al momento del concepimento  del bambino comporta la presenza della sostanza nel neonato.

Abbiamo ritenuto che conferenze del genere siano utili per la società e per gli adolescenti soprattutto in un momento in cui questo fenomeno si espande a macchia d’olio.

Abbiamo deciso di partecipare per  rappresentare la nostra scuola che è stata protagonista di eventi legati a questo tema.

a cura di Olivieri Cristian – Petrini Samuele  ( 5^E)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Lascia un commento

SCUOLA APERTA… ALLA TECNOLOGIA!

Sabato 15 Febbraio 2020 alle 10.30 presso la sede di Corridonia si inaugura un nuovo laboratorio tecnologico. Nato dalla collaborazione tra Gruppo Meccaniche Luciani con la partecipazione del Comune di Corridonia, il laboratorio è dotato di una macchina utensile a controllo numerico a 3 assi, con magazzino utensili di 5 postazioni che opportunamente programmato esegue lavorazioni meccaniche in automatico, di un digilizzatore ottico che grazie a telecamere specifiche e software dedicato è in grado di digitalizzare oggetti complessi per ottenere un disegno tridimensionale e infine di un tastatore sensitivo in grado di rilevare e misurare con estrema precisione forme complesse.

I macchinari sono stati concessi dall’azienda Gruppo Meccaniche Luciani di Corridonia, azienda leader del settore meccanico che crede fermamente nella collaborazione e nella sinergia tra scuola e mondo del lavoro.

La dirigenza dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia

Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Bar sport di Stefano Benni

Non sono ubriaco: sono leggermente euforico per l’ingestione di piccole quantità etiliche. 

Il libro che ho letto è Bar Sport di Stefano Benni, un testo narrativo descrittivo che è considerato un classico della letteratura italiana degli ultimi anni.

Bar Sport è stato il primo libro scritto da Stefano Benni ed è stato pubblicato nel 1976. Il libro ha avuto talmente tanto successo che, nel 2011, ne hanno tratto ispirazione per fare un film omonimo. Nel film c’è Claudio Bisio e tanti altri attori famosi.

Stefano Benni è autore di diversi romanzi e antologie di racconti di grande successo. Oltre al libro a cui è dedicata questa recensione, i titoli più noti sono: Elianto, Terra!, La compagnia dei celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita Dolcevita, Spiriti, Il bar sotto il mare e Pane e tempesta inoltre  collabora con i settimanali L’Espresso e Panorama, con i satirici Cuore e Tango, i mensili Il Mago , i quotidiani La Repubblica e Il manifesto

Bar Sport parla di un bar bolognese e racconta in modo ironico i pregi e i difetti degli Italiani. Il Bar Sport è un locale dove si passano ore a giocare a carte, a chiacchierare e a  giocare a flipper. Il libro parla anche della luisona:

la luisona era la decana delle paste,e si trovava nella bacheca dl 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo (p.19)

I personaggi che incontriamo leggendo il libro sono: il Tecnico, il professore, il tuttofare, il Cinno, il nonno da bar, il playboy.

Un personaggio che mi è rimasto in mente è il nonno da bar perché mi ricorda mio nonno quando va al bar:

il nonno da bar, entrando è sempre di spalle guarda la televisione, molto spesso la televisione è spenta ma lui guarda lo stesso e ride (p. 58)

Questo libro mi è piaciuto perché è comico e riesce a descrivere in  modo divertente la vita di tutti i giorni.

Il libro si legge molto bene e non ti annoi a leggerlo perché è pieno di battute che ti fanno ridere molto.

Consiglio appassionatamente questo libro ai miei compagni e in generale a tutti i ragazzi prima di tutto perché leggere fa bene e poi perché sicuramente con Bar sport si divertiranno!

a cura di Elia Paolantoni (2^D)

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

In giro per l’Europa con l'IPSIA

Stage linguistico a.s. 2018/2019

Grazie a diversi progetti che l’IPSIA “F. Corridoni” propone, ogni anno, un bel numero di ragazzi si ritrovano, pieni di entusiasmo, “in viaggio” per l’Europa con lo scopo di acquisire una mentalità internazionale e una maggiore consapevolezza della cittadinanza e cultura europea e, in taluni casi, di sperimentare un mestiere in un paese europeo. Le professoresse Acciarresi e Papetti, ormai da più di dieci anni, organizzano lo Stage linguistico in paesi anglofoni, le professoresse Orlandi e Acciarresi si occupano da tre anni degli scambi di classe all’estero e tutte insieme sono referenti di progetti Erasmus Plus.

Andiamo nel dettaglio. Con lo Stage linguistico, per la dodicesima volta, i ragazzi del triennio si recano per una settimana in una città del Regno Unito, a rotazione Edimburgo, Dublino e Londra. Gli alunni sono già pronti e “carichi”… la prima settimana di marzo si vola verso la bellissima Edimburgo!! Durante il periodo di permanenza all’estero frequenteranno un corso di 20 ore in una scuola di lingua Inglese altamente qualificata, accreditata da English Language Services. Le lezioni sono focalizzate principalmente sulla comunicazione e si svolgono in un ambiente di studio informale e interattivo, nel quale i nostri ragazzi hanno la possibilità di sviluppare competenze linguistiche attraverso conversazioni dal vivo e interazioni di gruppo.

Gli studenti alloggiano presso famiglie selezionate e hanno modo così effettuare una vera full immersion nella cultura locale e nella lingua Inglese portando a casa oltre ad una migliore competenza linguistica un’esperienza indimenticabile.

Intercultura, con il progetto Scambi di classe, è entrata nel nostro Istituto in punta di piedi 3 anni fa ma sta facendo innamorare i ragazzi. Con il programma “Scambi di classe”, gli studenti di una classe o gruppo a classi aperte, vanno a vivere in un paese europeo per una settimana, frequentano una scuola estera e sono ospiti delle famiglie degli studenti della scuola stessa. Successivamente a questa fase, la classe del Paese estero viene in Italia per uguale periodo, ospite della scuola e delle famiglie degli studenti italiani.

Durante il soggiorno i ragazzi partecipano ad attività didattiche, visite guidate, discussioni su temi di interesse comune, incontri con personalità del luogo e momenti di socializzazione e svago (sport, musica, feste). Ogni anno c’è trepidazione nell’attesa di venire a conoscenza del paese a cui si è stati abbinati da INTERCULTURA AFS di Roma e poi comincia il gioco…, inizia lo scambio di schede tra ragazzi per conoscersi e la partenza… Il bello di questa esperienza è che per qualche giorno si vive proprio la stessa vita dello studente partner, si assapora quindi in tutto e per tutto la giornata in un paese che, spesso, ha usanze, alimentazione e ritmi totalmente diversi. La sfida, tra un sorriso, una stretta di mano e tanta curiosità sta nel condividere “il diverso”. La soddisfazione più grande degli insegnanti è il veder nascere “amicizie internazionali” sia tra docenti che tra studenti che durano anche dopo lo scambio. Due anni fa scambio con Trnava (Slovacchia) l’anno scorso Burgdorf (Svizzera, vicino alla fiabesca Berna) … quest’anno? Work in progress…in attesa di abbinamento.

Ma i ragazzi dell’IPSIA non vanno in giro per l’Europa solo per migliorare le competenze linguistiche o per incontrare nuove culture, ci sono in gioco anche borse lavoro in mobilità internazionale. Per il secondo anno consecutivo siamo scuola partner, insieme ad altri Istituti della provincia, in programmi Erasmus +. Durante l’anno scolastico passato sei dei nostri ragazzi delle terze classi (di tutti gli indirizzi), dopo aver superato diverse selezioni, hanno partecipato al progetto Goals for future, un’esperienza di formazione e orientamento professionale di dimensione europea che prevedeva un periodo di tirocinio all’estero (per quanto ci ha riguardato Spagna, Lituania, Inghilterra) della durata di quattro settimane. Quest’anno siamo partner nel progetto Trainee for industry 4.0 e ci sono in ballo altre 6 borse lavoro: 5 di mobilità breve, 32 giorni, riservate agli studenti che stanno attualmente frequentando il quarto e 1 di mobilità lunga, riservata agli alunni che si diplomeranno a Luglio e partiranno per ben 14 settimane. Il programma intende cogliere le potenzialità del settore 4.0 (Meccatronica) per offrire ai giovani la possibilità di svolgere una formazione pratica, in un contesto europeo, nei settori della meccanica/meccatronica e dell’informatica e telecomunicazioni rispetto a 3 ambiti applicativi: automazione industriale, smart and digital Factories, sistemi produttivi flessibili. Si sperimenta l’ambiente lavorativo all’estero per riportare nelle imprese locali buone pratiche.

Inutile dire che sono tutte esperienze che rimangono nel cuore dei nostri ragazzi, ampliano i loro orizzonti culturali, offrono eccezionali occasioni di crescita e contribuiscono a renderli più emancipati.

Fieri, come scuola, di poter offrire tutto ciò ai nostri studenti e alle nostre studentesse!!!

a cura di Cinzia Orlandi

Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Viaggi | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Le mie avventure a scuola!

Sono uno studente dell’IPSIA di Civitanova Marche ed attualmente frequento il terzo anno. Inizialmente ero combattuto su che scuola scegliere, non sapevo se frequentare una scuola  professionale o un  istituto alberghiero.

La mia scelta è ricaduta inizialmente su un istituto alberghiero che ho frequentato per circa un anno.

Purtroppo però, la mia esperienza non è durata molto: ho avuto dei problemi con un’insegnante ed avevo difficoltà nel raggiungere quotidianamente la scuola a causa della distanza dalla mia abitazione. La mia permanenza in quella scuola sembrava ormai arrivata agli sgoccioli e, quindi, sono tornato sui miei passi ed ho deciso di cambiare scuola e di iscrivermi all’IPSIA.

A questo punto è iniziata la mia avventura in questa scuola, dove subito mi sono inserito bene nel gruppo classe, legando con tutti i nuovi compagni di scuola, che mi hanno accolto benissimo.

Cosa mi ha spinto a fare questa scelta? Certamente la mia passione per i motori e in particolare – ed è il vero motivo per cui ho deciso di venire qui – il mio amore per le auto.

I primi due anni sono stati fino ad ora i più belli, perché tra interrogazioni, verifiche, assenze e divertimento mi sono trovato molto bene e li ho superati senza nemmeno tanta difficoltà, studiando abbastanza ed impegnandomi il giusto sono arrivato in terzo.

Ora sto affrontando il terzo anno e, ad oggi, ho la pagella dei voti tutta verde. All’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, la mia classe è stata divisa: qualche compagno si è trasferito si è trasferito e altri sono arrivati. I prof. sono simpatici, ma poiché in classe siamo molto vivaci, spesso sono costretti a riprenderci.

Mi piacerebbe, comunque, che stessero più tranquilli, che non ci dessero troppi  compiti in classe e che non ci  interrogassero troppo spesso nel secondo quadrimestre.

a cura di Francesco Pio Di Benedetto (3^I)

Pubblicato in Civitanova Marche, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Meccanica… che passione!

Fin dall’età di cinque anni ho sempre avuto la passione per i motori, in particolare ho avuto il desiderio di conoscerne il funzionamento e le singole parti. Inoltre, mi è sempre piaciuto correre con le moto da cross.

Ho ereditato queste passioni da mio padre e da mio zio, perché entrambi correvano a livello agonistico con le moto da cross, mentre un mio zio acquisito correva con le auto nella formula Abarth ed un altro mio zio aveva un’officina di riparazioni di autovetture a Sydney in Australia.

Per questo motivo ho scelto di iscrivermi ad una scuola professionale e, nello specifico, all’Istituto Ipsia “F. Corridoni” di Corridonia nella sezione meccanica di Civitanova Marche: ho il desiderio di diventare un meccanico specializzato di auto e di moto ed in futuro l’ambizione di aprire un’officina meccanica per le riparazioni.

Nella scuola che frequento, ormai sono al terzo anno, abbiamo un’officina meccanica molto fornita di attrezzature e macchine utensili come, ad esempio, torni, saldatrici, frese ed altri attrezzi, necessari per realizzare parti meccaniche; abbiamo una sala adibita a spogliatoio e ciascuno di noi ha un armadietto personale numerato dove ripone oltre alla propria tuta, anche le scarpe anti infortunistiche, i guanti, gli occhiali di protezione e tutto quanto serve per lavorare al tornio o alle altre macchine utensili.

Nei primi tre anni, dopo aver ricevuto una necessaria formazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, ho imparato ad utilizzare il tornio, un utensile che consente di realizzare parti meccaniche di forma cilindrica.

Negli ultimi due anni del triennio mi hanno riferito che, invece, il lavoro in officina sarà più rivolto allo studio dei componenti meccanici del motore. Infatti, sempre in officina, abbiamo un motore di un’autovettura posto su un cavalletto reggi motore, che viene smontato e rimontato dagli studenti, che così si esercitano a riconoscere le singole parti, il loro funzionamento e la loro struttura.

A tutti i ragazzi che condividono la mia stessa passione consiglio, quindi, di iscriversi ad una scuola professionale ed in particolare all’Ipsia “Filippo Corridoni” sede di Civitanova Marche, dove mi sono trovato e mi trovo bene, sia con i professori che con i compagni.

a cura di Luca Carbonari (3^L)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Pubblicato in Civitanova Marche, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Diario di bordo (dopo tanta tempesta c’è poesia)

Non so neppure quanti giorni e quante notti impiegai per arrivare a Cipro, l’isola dei nostri sogni, il biglietto di sola andata per una vita migliore

Il libro che ho letto si chiama il Diario di bordo (dopo tanta tempesta c’è poesia).

Ho scelto questo libro perché l’ho comprato il giorno dell’evento #IOLEGGOperché.

L’ autore si chiama Angelo Magnano soprannominato Capitano, è originario di  Siracusa, ha 31 anni e padre di una bimba di tre, è autore di una pagina Instagram seguita da più di centomila followers. Ha scritto varie raccolte di poesie e aforismi, un romanzo, tutti autopubblicati.

Il libro parla di un ragazzo di nome Capitano che perde uno dei suoi migliori amici a seguito di un viaggio in barca.

Dopo questa dolorosa perdita decide di abbandonare la barca chiamata Poseidone al porto ma mastro Ciccio (che poi si rivelerà essere suo padre) lo convincerà a riprendere la vita in mare.

Dopo tanti viaggi imparerà cosa significa amare ed essere amato, poi troverà il primo amore che poi lo tradirà, ma alla fine incontrerà il vero amore della sua vita che si chiama Beatrice.

Dopo aver letto questo libro lo consiglierei perché parla del mare del vero amore.

a cura di Hayla Garbuglia (2^A)

Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Uomini e topi di John Steinbeck

I topi come noi non hanno una famiglia, mettono insieme un gruzzoletto e poi lo sperperano. Non hanno nessuno al mondo a cui importa un fico secco di loro… ma noi no, perché io ho te e tu hai me

Il romanzo che ho letto si intitola Uomini e topi ed è stato scritto da John Steinbeck, un autore americano di origine irlandese. Nato in California nel 1902 e morto nel  1968 a New York, Steinbeck vince il Premio Nobel nel 1962, per  i suoi romanzi e reportage dedicati alla Grande Depressione e alla vita dei lavoratori stagionali della California. L’altro grande capolavoro di Steinbeck è Furore, pubblicato il 14 aprile del 1939. Protagonista di questo libro è una famiglia che dall’Oklahoma parte verso la California in cerca di lavoro proprio negli anni della crisi scoppiata per il crollo di Wall Street del 1929.

Uomini e topi, invece è stato pubblicato a Londra nel 1937 e in Italia l’anno successivo tradotto da Cesare Pavese e edito da Bompiani. Questo libro, così come Furore, racconta in maniera molto efficace il difficile periodo della Grande depressione ed è ambientato in un ranch della California dove vivono e lavorano dei braccianti stagionali. I protagonisti sono Lenny Small, un ragazzo grande e grosso affetto da un grave ritardo mentale, e George Milton, un tipo minuto ma sveglio e intelligente che si affeziona a quel gigante buono incapace di gestire la sua incredibile forza.

Diversi eppure incredibilmente uniti dal bisogno l’uno dell’altro e da un grande sogno: un futuro migliore in una fattoria tutta loro. Nel loro girovagare, trovano un’occupazione in una fattoria in cui fanno diversi incontri. La tragedia esplode quando Lenny uccide, senza volerlo, la bellissima moglie del proprietario della tenuta, rompendole l’osso del collo. Lenny, spaventato fugge e quando il cadavere viene ritrovato inizia una caccia all’uomo. George, che ha capito cosa è in realtà accaduto, quando trova l’amico cerca di farlo calmare raccontandogli una storia di pace e riscatto, la storia della loro fattoria e del futuro che li attende. Non appena Lenny gli dà le spalle, George gli spara per non farlo cadere nelle mani del padrone della tenuta.

A me il libro è piaciuto molto perché è scritto molto bene.

Inoltre la storia mi è piaciuta tantissimo per come sono stati costruiti i personaggi: uno affetto da un ritardo, forte e violento suo malgrado; e uno giovane, senza né arte né parte, che lo difende.

La fine è un po’ tragica: George uccide Lenny che è il suo migliore nonchè unico amico, ma lo fa per amore. Nonostante ciò è un libro da leggere e che mi sento di consigliare a tutti!

a cura di Leonardo Moretti (2^D)

John Steinbeck
Pubblicato in Corridonia, Letteratura e dintorni | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Siamo talmente bravi che…

Il 5 dicembre e il 12 dicembre 2019 abbiamo pubblicato due articoli dedicati al Progetto cucina, un progetto ormai collaudato del nostro Istituto e realizzato grazie all’entusiasmo e alla passione (a cui si aggiunge una incredibile bravura) delle professoresse Cinzia Orlandi e Roberta Germani.

Gli articoli sono stati condivisi su facebook e dato che le vie del web sono infinite hanno attirato l’attenzione di una Marchigiana diventata famosa in tutta Italia proprio grazie alla cucina: Benedetta Rossi, foodblogger e proprietaria di un agriturismo nella provincia di Fermo.

Benedetta ci ha inviato un video-messaggio e venerdì 10 gennaio 2020 i ragazzi e le ragazze del Progetto cucina, per ringraziarla della sua gentilezza, hanno realizzato un “Alberello furbo nutella e mascarpone“!

A noi del Blog non resta altro che ringraziare Benedetta Rossi, fare i complimenti a tutto il gruppo del Progetto cucina (studenti, studentesse e professoresse) e darvi appuntamento alla prossima ricetta!

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola, Vivere la scuola / Reportage video e fotografici | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

I nuovi Operatori Socio-Sanitari dell’Ipsia “F. Corridoni”

I diplomati 2019/2020 – Studenti e studentesse delle classi 5^A e 5^B

Congratulazioni ragazzi! Anche quest’anno è giunto a termine con successo il Corso di “Operatore Socio-Sanitario” (OSS) organizzato dall’IPSIA “CORRIDONI” di Corridonia e integrato all’interno dell’indirizzo di studi “Servizi Socio-Sanitari”.

Il 20 dicembre scorso gli studenti della 5A e 5B hanno superato brillantemente l’esame finale del corso ottenendo la Qualifica Professionale.

Il percorso scolastico integrato prevede infatti il conseguimento sia del Diploma di Maturità che della Qualifica di “Operatore Socio Sanitario”, senza orario di lezione aggiuntivo, nel quinto anno di studi. Un percorso impegnativo e gratificante, che permette agli alunni di accedere al mondo del lavoro nel settore socio sanitario e spendere con soddisfazione nell’immediato la qualifica conseguita, mettendo in pratica le conoscenze e le competenze acquisite in classe e durante il tirocinio formativo.

L’aspetto premiante del corso risiede infatti nell’alta occupabilità dei suoi iscritti, che possono trovare impiego stabile sia in strutture sanitarie (ospedali, cliniche e residenze assistenziali) che in strutture sociali (centri diurni, case di riposo, comunità di recupero, case famiglia, comunità alloggio, ecc.). Il Corso OSS costituisce pertanto un’opportunità formativa qualificata, concreta e gratuita, offerta dall’Ipsia “F. Corridoni” ai propri studenti, una buona pratica caratterizzante l’Istituto.

Il Dirigente Scolastico, Dott. Francesco Giacchetta, e il corpo docente rivolgono vivissime congratulazioni alle alunne e agli alunni delle classi quinte dell’indirizzo Servizi Socio-Sanitari per il raggiungimento di questo importante obiettivo.

Si rende noto inoltre che sabato 11 (dalle ore 16 alle 20) e domenica 19 gennaio (dalle 10.00 alle 13.00) nelle tre sedi dell’Istituto (Corridonia, Macerata, Civitanova Marche) si svolgeranno le consuete Giornate Open Day (Scuola Aperta) rivolte agli alunni delle terze medie e alle loro famiglie alle prese con l’iscrizione alla classe prima delle scuole superiori.

Comunicato stampa a cura del Dirigente Scolastico, Dott. Francesco Giacchetta, e del corpo docente

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Progetti, formazione e innovazione: vivere la scuola a 360°!

Ho visto una formica
in un giorno freddo e triste
donare alla cicala
metà delle sue provviste.
Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone…
La formica si fa generosa…
È una rivoluzione.


(G. Rodari, Rivoluzione, in Libro degli errori, Einaudi, 1964)

Continuano le interviste a cura della redazione del Blogipsia.
Oggi intervistiamo la Vice Preside Roberta Campolungo sulle attività scolastiche e le progettualità presenti e future dell’Istituto.

Tante occasioni di crescita, esperienze pratiche per vivere la scuola in modo nuovo e divertente.

Se ne volete sapere di più, vi aspettiamo all’Open Day sabato 11 gennaio 2020 (dalle ore 16 alle ore 20.00) e domenica 19 gennaio 2020 (dalle ore 10.00 alle ore 13.00)

intervista a cura di Nicole Paccapelo
riprese video di Elia Paolantoni
montaggio video Massimiliano Fiorani

Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Notizie dalla scuola, Vivere la scuola / Reportage video e fotografici | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Gita a Serrapetrona

Lunedì 16 dicembre 2019, Il professore Massimiliano Fiorani ci ha portato a Serrapetrona per visitare la fabbrica dei dolci e la cantina dell’Azienda Quacquarini.

Alla visita hanno partecipato gli studenti: Jennifer, Chiara, Leonardo, Jhanzaib ed io; accompagnati dai professori: Roberta Germani, Antonella Simonetta e dall’assistente Monica Marzetti.

Siamo entrati nella cantina e abbiamo visto l’uva di Vernaccia appesa. Viene messa ad appassire per 3 mesi dopo di che viene prodotto il vino passito che viene utilizzato per la Vernaccia di Serrapetrona spumante.

Dopo la visita alla cantina siamo andati allo stabilimento dove si producono i dolci. Nel laboratorio c’erano delle persone che indossavano dei camici bianchi e noi abbiamo dovuto indossare delle cuffie di carta per coprire i capelli.

Abbiamo visto come si producono i panettoni tutti sistemati negli stampi pronti per la cottura mentre il pasticcere stava mettendo sopra la glassa alle nocciole, le nocciole e lo zucchero in granella. Ci siamo trasferiti al reparto cioccolateria dove abbiamo visto delle macchine simili a fontane da cui scendeva cioccolato fondente, bianco e al latte.
Prima di uscire siamo passati nella stanza dove vengono confezionati i dolci ed abbiamo assaggiato dei cioccolatini fatti con farro soffiato e cioccolato fondente appena fatti.

Per finire siamo passati al negozio dell’Azienda ed abbiamo assaggiato il panettone, altri tipi di cioccolato e biscotti.

Le nostre accompagnatrici hanno anche assaggiato un po’ di vernaccia e sembravano molto allegre.

La gita che abbiamo fatto mi è piaciuta perché ho imparato cose nuove.   

PS: Grazie Prof. Fiorani

a cura di Andrei Patras Vasile (1^E)

Pubblicato in Corridonia, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Metalmeccanix alive again!!!

Mercoledì 11 dicembre presso l’auditorium dell’ Università di Macerata sono state consegnate le onorificenze dell’ordine al valor civile alla presenza del sindaco di Macerata Romano Carancini, alla vicesindaca e assessora alla cultura Stefania Monteverde, al presidente della Regione Luca Ceriscioli, al commissario straordinario Piero Farabollini, al presidente della Provincia Antonio Pettinari. Presenti anche tanti studenti di diverse scuole del territorio che hanno voluto dare il loro contributo alla manifestazione.

L’esibizione dei Metalmeccanix è avvenuta verso la fine dell’evento. Nei 10 minuti a disposizione i ragazzi, tutti con in dosso la maglietta bianca con i loghi “Metalmeccanix” e quello della scuola, si sono disposti in maniera ordinata e silenziosa sul palco dietro la lunga cattedra. Oltre i 22 ragazzi sul palco si sono esibiti la prof.ssa Guendalina Casasole e il prof. Roberto Gatta che hanno dato man forte cantando e suonando i brani: la canzone dei Metalmeccanix e Gommonauti.

La platea è stata colpita dal suono provocato da inusuali e potenti strumenti musicali. Le grancasse ricavate dai classici barili di olio per auto, percussioni ottenute da legno riciclato da pallet industriali, calimbe, bombole e chitarre costruite utilizzando vecchie tavole di banchi di scuola. I brani eseguiti sono tutti originali con musiche scritte dal prof. Gatta mentre il testo di: Gommonauti è stato scritto dalla prof.ssa Casasole. Quest’ultimo brano è lo stesso che è stato premiato al concorso “insieme per suonare, cantare e danzare” di Omegna (VB) e narra la storia comune di tutti quei minori non accompagnati che sbarcano nel nostro paese e che, purtroppo, sono spesso vittime di un sistema che li indirizza nel mondo del lavoro nero. Un caloroso applauso ha salutato la nostra esibizione.

Il progetto metalmeccanix, giunto al suo quarto anno di messa in opera, si fregia di avere ragazzi motivati e competenti che, oltre ad essersi costruiti gli strumenti, si sono lungamente esercitati per imparare a suonare al meglio delle loro possibilità. Così ha commentato il prof. Gatta al termine dell’esibizione:

“Questa esperienza è stata di vitale importanza per migliorare il senso di appartenenza e accrescere l’autostima. La nostra miglior ricompensa, come docenti, è stata quella di cogliere i commenti e l’entusiasmo dei ragazzi appena giunti nei camerini, cosa che ci ripaga degli sforzi fatti sin ora e ci dà nuova carica per future imprese.”

Pubblicato in Macerata, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Pagelle d'oro 2019

Mercoledì 11 dicembre il Teatro dell’ Aquila di Fermo ha ospitato la 57a edizione della premiazione Pagella D’Oro.

La cerimonia è stata organizzata da “Carifermo Spa” con il contributo della “Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo”.

La manifestazione è stata aperta da Jury Chechi, medaglia d’oro agli anelli alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Il suo discorso si è incentrato sul “credere nei propri sogni”.

Sono seguite le premiazioni:

113 studenti provenienti dalle scuole di 40 comuni delle province di Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona e Teramo, dove la Carifermo è presente con le sue filiali.

I ragazzi sono stati accompagnati da insegnanti o dirigenti sul palco per ritirare il premio consegnato dai Presidenti della banca Alberto Palma e Amedeo Grilli.

Il premio consiste in una somma, messa a disposizione dalla “Fondazione Cassa di Risparmio” di Fermo, accompagnata da un attestato con il proprio nome e una fornitura di libri riguardanti la città di Fermo.

Dell’IPSIA “F. Corridoni” siamo stati premiati in tre: Nicole Paccapelo (sede di Corridonia), Riccardo Mobili (sede di Civitanova) e il sottoscritto, Zacaria Nessassi (sede di Macerata).

Come studente premiato ringrazio gli organizzatori dell’evento, la scuola per la fantastica occasione, ed anche la professoressa Voltattorni per la disponibilità ad accompagnarmi.

a cura di Zacaria Nessassi

Pubblicato in Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Notizie dalla scuola | Contrassegnato , | Lascia un commento